Addio innocenza, addio!

Sono Bianca, 35 anni, milanese.
Questo racconto si riferisce alla mia prima vera esperienza sessuale completa, molto completa direi, avvenuta quando ero una bimba di 15 anni.

L’estate, come sempre, segnava un lungo periodo da trascorrere in Sardegna, nella casa che la mia famiglia condivide con quella della famiglia di mia zia paterna. Da giugno a settembre come ogni anno avrei abitato con mamma, zia, mia sorella più piccola di 4 anni, mio cugino Tommy allora 17enne e mia cugina Elisa, mia coetanea.

Avevo finito la prima superiore con ottimi risultati, dopo un anno a sgobbare sui libri di greco e latino volevo davvero divertirmi, al contrario di Elisa, subissata di corsi di recupero, avevo acquisito una certa autonomia: la sera potevo uscire con gli amici e con Tommy, fare anche un po’ tardi e sentirmi finalmente grande.

Fino a quella vacanza non avevo un grande interesse per sesso e ragazzi, qualche bacio, qualche flirt e zero esperienza, ma in quanto ragazzina molto curiosa, non ho tardato a farmi coinvolgere dagli amici di Tommy nelle loro serate, che dai racconti sapevo abbastanza piccanti e movimentate.

I ragazzi usavano trovarsi in spiaggia davanti ad un fuoco, oppure nella villa di giacomo, un amico 18enne di Tommy, la cui famiglia ricchissima ha un’enorme villa a picco sul mare. Tommy stava lì da solo o con alcuni amici, con l’unica presenza fissa della governante.

La mia prima sera a casa di Giacomo mi sono sentita come un pesce fuor d’acqua: ero di certo la più giovane, gli amici del padrone di casa erano tutti sulla ventina, le ragazze erano vestite come modelle in discoteca, io, con i calzoncini in jeans e la maglietta sembravo Cenerentola, ma sono sempre stata carina e non hanno tardato a notarmi.

Enrico, un ragazzo di Torino di 22 anni, mi si è incollato addosso, mi ha presa sotto la sua “ala protettrice” invitandomi a bere una birra e cercando di scoprire tutto di me. A metà birra mi sentivo già leggera e mi sono lasciata andare alle domande di Enrico, tutte ovviamente a sfondo sessuale.

Il suo interesse per me aumentava mano a mano che scopriva il mio candore. Non avevo mai preso in mano il pene di un ragazzo, non mi avevano mai infilato la mano sotto la gonna, insomma ero una vera verginella da educare.

A fine serata mi sono lasciata baciare e mi sono scoperta sconvolta dai brividi di quel bacio: era diverso, la sua lingua si muoveva nella mia bocca con esperienza, così come le sue mani che mi accarezzavano i capelli, la schiena, il sedere.

“bambolina domani ci vieni a casa mia?”

mi ha chiesto Enrico davanti alla mia porta di casa “si certo” mi sono sorpresa a rispondere, pur sapendo che i miei baci non sarebbero bastati.
Ho passato il giorno seguente a provare tutti gli abiti del mio armadio, volevo essere carina per quella meraviglia di ragazzo che voleva uscire solo con me, alla fine dopo estenuanti prove, mi sono infilata una mini di jeans che evidenziava le mie gambe lunghe, sandali piatti in cuoio, un top marrone all’americana con gli strass, che segnava il mio seno (già una terza piena ai tempi) e che faceva risaltare i capelli rossi e ricci che lasciavo cadere incolti sul viso.

Enrico è venuto a prendermi e ha fatto innumerevoli complimenti alla mia mise, mi ha portato a casa sua in motorino, siamo entrati nella sua villetta e ci siamo accomodati in terrazza, dove per un po’ abbiamo solo bevuto e chiacchierato, fino a che non ha preso a carezzarmi il collo, le spalle, il solco fra i seni e ha iniziato a baciarmi, facendosi strada fra le mie gambe serrate con gentili carezze.

“bambolina, ti va di provare qualcosa di nuovo?”

mi ha domandato ed io rapita ho solo fatto di sì con il capo, allora si è inginocchiato davanti a me e ha iniziato a carezzarmi l’interno coscia, poi a passare un dito sulle mutandine, poi sotto, carezzandomi dolcemente la fessura fra le labbra. Io in quel momento ho perso il controllo di me, sentivo di bagnarmi sempre di più, sentivo il desiderio crescere senza sosta e ho allargato d’istino le cosce.

Enrico allora mi ha tolto le mutandine e, quando ha visto la delicata peluria rossiccia della mia fichetta rosea e integra è andato in visibilio, ha preso a leccarla con gusto, mandandomi in estasi, in capo a pochi minuti ero scossa dai fremiti del mio primo vero orgasmo.

Enrico, con un sorrisetto soddisfatto, si è compiaciuto della mia disponibilità e si è spogliato, mettendomi davanti un cazzo piuttosto grosso e nodoso e mi ha invitata a leccarlo, lì per lì ero titubante, ma non volevo fare la figura della bambina, così ho preso a dare dei colpetti con la punta delle lingua, poi a leccare con più gusto.
Enrico mi ordinava come fare, lui in piedi davanti a me, io seduta sulla sedia gambe aperte, ancora fradicia di umori.

“mettilo in bocca, succhia e vai su e giù”

io ubbidivo mentre in me cresceva l’impulso di toccarmi fra le gambe e quando l’ho fatto ed Enrico se n’è accorto, gli si sono illuminati gli occhi e mi ha fatta entrare in casa, per metterci comodi sui divani.
Mi ha spogliata, riempiendomi di complimenti per la mia pelle perfetta, per il seno grande e sodo, e ha ricominciato a leccarmi con passione, infilandomi anche un dito dentro e stravolgendomi di piacere, poi mi ha fatto familiarizzare meglio con il suo cazzone, me lo ha messo fra i seni, che poi ha stretto con entrambe le mani e ha iniziato a muovere il bacino incoraggiandomi a tirare fuori la lingua e leccare la punta, poi si è spostato nella mia bocca, muovendosi con forza e incitandomi e muovere la lingua e a succhiare, chiedendomi di toccare le palle e di leccare anche quelle.
Ormai eccitatissimi, mi ha fatta sdraiare supina, mi ha guardata negli occhi e ha detto:

“Sai che ora ti scopo vero? Farò piano all’inizio, ma potrebbe farti male, stai rilassata e vedrai che sarà bellissimo”

e in quel momento ha iniziato a sfregare la cappella sulla mia fighetta bagnatissima, fino a che con un movimento deciso non è entrato in me. Sconvolta dalla sorpresa di quella sensazione, mi sono resa conto che non ero più vergine e ho preso ad assecondare i suoi movimenti con il bacino.

“Bianca, sei una meraviglia! Sei nata per scopare!” mi ha detto

alle sue parole mi sentivo ancora più eccitata e senza problemi mi sono fatta prendere da dietro, gemendo di piacere mentre lui con una mano mi toccava il clitoride e mentre il ritmo e la profondità dei suoi colpi continuavano ad aumentare.

Enrico mi sbatteva con forza, le sue mani simuovevano fra i fianchi, che usava come appiglio per assestare meglio i colpi, il clitoride, che tornava puntualmente a solleciare facendomi andare fuori di testa e il buchino del culo, che non smetteva di solleticare e inumidire coi miei umori, fino a che non ci ha infilato un dito, con delicatezza

Non ero in me e non ero in grado di rifiutargli nulla, così mi sono lasciata andare ancora di più al piacere mentre lui mi scopava e mi infilava un dito nel culo, poi due.

Mi ha poi fatta sdraiare su di un fianco e mi ha presa da dietro, sempre senza smettere di lavorarmi il buchino. Usciva ed entrava in me, io urlavo di piacere, ero in estasi, in quel momento sapevo che avrei desiderato essere scopata ogni giorno della mia vita, fra un colpo e l’altro Enrico si appoggiava al mio buco del culo e forzava un po’, senza però entrare e poi tornava a infilarci le dita, prima uno e poi due assieme, poi ha appoggiato la cappella al buco sussurrandomi quanto lo facessi impazzire e di stare rilassata e poi ha spinto, fino a che non ho sentito un incredibile bruciore e la sua cappella che entrava nel mio buchino.

Ho lanciato un urletto e mi sono un po’ irrigidita, allora lui, senza togliersi da dentro, si è profuso in complimenti, facendomi sciogliere come una cagnolina con le coccole del padrone, come ha sentito che mi ero rilassata, ha spinto e il suo cazzo era interamente nel mio culo, ho urlato di dolore e ho fatto per ritrarmi, ma subito Enrico ha preso a stimolarmi il clitoride, infilandomi anche due dita dentro e il piacere ha preso il sopravvento, allora mi sono lasciata inculare, prima dolcemente poi con sempre maggiore forza e ritmo, mi ha fatta dunque rimettere a pecorina e ha ripreso ad incularmi deciso, alternando i miei due buchi.

Godevo da impazzire, ansimavo e lo incitavo a non smettere, mi sentivo vicina all’estasi, ormai il dolore era solo il contorno di un piacere devastante. Di colpo Enrico si è tolto da dietro e mi ha fatta sedere sul divano, mentre in piedi davanti a me continuava a masturbarsi e in breve mi sono sentita invadere da un liquido caldo che mi è schizzato in faccia, in gola, sugli occhi chiusi, con timore ho inghiottito e ho avuto un leggero conato, Enrico, stravolto, si è steso sul divano.

Dopo un po’ di coccole e complimenti mi sono rivestita per tornare a casa. Dopo quella sera, ci sono state molte altre sere, le voci sono circolate e sempre più ragazzi mi chiedevano di uscire o cercavano di scoprire qualcosa di me tramite Tommy. Per tutta l’estate sono stata solo con Enrico, che mi ha iniziata ai paceri del sesso e che è stato il mio biglietto da visita per diventare una delle vacanziere più corteggiate e popolari. Non ero più una bambina innocente e grazie a quell’estate ho scoperto le gioie del sesso e non ho mai smesso di dedicarmici con entusiasmo sempre maggiore.

Biancablanche

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