Amica intima

Luca è un ragazzo come tanti altri; insignificante nella sua normalità. Non è particolarmente bello, non è particolarmente alto, non è particolarmente intelligente o simpatico. Luca è la mediocrità. Come tutti i diciottenni sogna il sesso che non è mai arrivato e sfoga i suoi istinti con fantasie e film hard.

I suoi genitori vogliono che si dia una smossa, vogliono che impari a vivere con gli altri. Così decisero di comprargli un appartamentino vicino all’università che si appresta a frequentare, con una stanza da affittare a qualcuno. Luca si trovò improvvisamente a dover vivere senza i suoi genitori e a cercare qualcuno con qui dividere la casa. Era arrivato il momento di dare una svolta alla propria vita.

Luca iniziò ad appendere annunci ovunque fosse possibile, ma dopo qualche mese di telefonate e visite della casa non era ancora riuscito a trovare nessuno. Pian piano le telefonate divennero sempre meno e Luca iniziò a pensare che gli sarebbe toccato vivere da solo almeno sino alla fine dell’anno accademico.

Finalmente un giorno lo contattò una ragazza, era simpatica e gentile, ma soprattutto era disperatamente in cerca di un alloggio. Si chiamava Adriana e sarebbe venuta a vedere la casa il mattino seguente. Quando Luca aprì la porta d’ingresso rimase folgorato dalla ragazza che aveva di fronte. Era la creatura più bella e perfetta che avesse mai visto: alta poco più di lui, aveva lunghissimi capelli biondi mossi e gli occhi più verdi che si possano immaginare; mostrava un fisico magro e asciutto, ma nonostante questo possedeva due seni abbondanti e sensuali.

Si muoveva delicata per casa, come se non sfiorasse nemmeno il pavimento ed esibiva un sorriso perfetto e abbagliante. Luca ripeteva mnemonicamente la descrizione degli ambienti che via via visitavano, ma cercava di sfruttare ogni singolo istante per scoprire un nuovo, stupendo, dettaglio della ragazza che aveva accanto. Purtroppo però la visita terminò e Luca attendeva con trepidazione il responso sulla casa. Adriana si guardò in torno per l’ultima volta poi disse:

“Certo è una bella casa, inoltre avrei stanza e bagno personali e poi tu mi sembri molto simpatico”

sentendo queste ultime parole Luca sentì come se gli avessero versato della lava sul viso. La ragazza rise, probabilmente accorgendosi dell’imbarazzo che aveva generato, e concluse:

“Però avrei bisogno di venire a vivere qui già da domani sera e non so se è un problema”.

Il padrone di casa riuscì a stento a dirle che non era un problema insormontabile e sempre più provato riuscì a chiudere la porta di casa dopo averla salutata. Un angelo era entrato in casa sua e la cosa straordinaria era che sarebbe ritornata l’indomani. La sera però fu il momento del ritorno alla realtà: come poteva una ragazza così bella interessarsi ad un essere insignificante come lui? Luca si fece forza e cercò di non pensare agli eventi della giornata, di certo non aveva nulla da perdere.

Vivere insieme ad Adriana si rivelò in breve più piacevole e contemporaneamente doloroso di quanto il ragazzo avesse potuto immaginare. Se da una parte la ragazza lo trattava con grande affetto e tenerezza, dall’altra Luca non riusciva a scorgere alcuno spiraglio per far virare il loro rapporto verso qualcosa di più “intimo”.

A queste turbe interiori si aggiungevano una serie di situazioni nelle quali il ragazzo si ritrovava che gli rendevano sempre più arduo il suo compito di semplice coinquilino. Infatti Adriana si era mostrata sin da subito molto disinibita e una volta superato l’inverno i centimetri di pelle scoperti diventavano sempre di più senza che lei ne provasse un minimo imbarazzo.

Luca invece sentiva di star impazzendo dal desiderio e non riusciva a fare a meno di tuffare il suo sguardo nelle profonde scollature e su quel fisico perfetto che gli girava intorno. Ovviamente non gli rimaneva altro da fare che sfogarsi “a mano” nella solitudine della sua stanza, ma quello che era costretto a vedere era ormai la sua unica fonte di gioia; quindi dimenticate le donne sui calendari e le attrici hard, le sue fantasie erano state tutte occupate da quella splendida creatura bionda.

Adriana aveva una serie di abitudini che rendevano veramente difficile per Luca tornare alla normalità: innanzi tutto lei non portava mai il reggiseno, qualunque cosa stesse indossando di certo non aveva sotto alcun reggiseno, ovviamente il fisico la supportava in pieno in quest’operazione e Luca rimaneva costantemente incantato dalle sue forme; inoltre la ragazza non chiudeva mai le porte, né quella della stanza, né quella del bagno, al massimo le socchiudeva e Luca più volte si era soffermato ad osservarla mentre dormiva o faceva il bagno; come già accennato Adriana andava in giro sempre più svestita e Luca doveva vederla mentre preparava la cena o le chiedeva qualcosa con indosso slip e maglietta o ridottissime camicie da notte. In pratica Luca era logorato giorno per giorno dal desiderio irrealizzabile di averla.

Durante una normalissima cena e i due stavano chiacchieravano del più e del meno come sempre, quando Adriana decise di affrontare un argomento che il suo coinquilino avrebbe certamente preferito evitare:

“Senti Luca, ormai sono diversi mesi che dividiamo questa casa e il nostro rapporto si rafforza di giorno in giorno; c’è una cosa però che, per correttezza, mi sento in dovere di dirti. Probabilmente l’avrai già capito da solo, ad ogni modo tengo molto a precisare bene lo stato delle cose”.

Mentre la ragazza pronunciava queste parole, Luca iniziava a nutrire dentro di se una speranza, poteva essersi sbagliato? Forse il comportamento di Adriana dipendeva dal fatto che era interessata a lui e adesso, vedendo che non aveva suscitato alcuna reazione, stava passando ad una vera e propria dichiarazione.

“Per farla breve, a me piacciono le ragazze”.

Quest’ultima frase mandò in pezzi tutti sogni Luca che dovette fare appello a tutto il suo autocontrollo per non saltare in piedi urlando, per di più riuscì a dire:

“Ma certo, l’avevo capito benissimo”

con il sorriso più falso che fosse mai apparso su una faccia. Adriana lo guardò contenta e aggiunse:

“Sono felice che non sia una sorpresa, adesso potremo parlare di ragazze carine!”

Quella notte Luca la trascorse a pensare a quale atto terribile della sua vita lo avesse condannato ad una punizione così severa. Peggio di così le cose non potevano andare, ormai non rimaneva alcuna speranza. Passarono i giorni e niente cambiò nel comportamento di entrambi, quella rivelazione era servita soltanto a rendere ancora più triste l’esistenza del povero ragazzo.

Era da poco passata mezzanotte e Luca, senza alcuna voglia di dormire, stava comodamente leggendo seduto sul divano della cucina. Pensava di essere l’unico sveglio in casa, ma si sbagliava, infatti dopo poco Adriana fece il suo ingresso nella stanza e senza nemmeno considerarlo andò ad aprire il frigorifero.

Luca la osservava di spalle mentre lei guardava all’interno dell’elettrodomestico in cerca di qualcosa da bere. Era la sera della camicia da notte bianca, decisamente troppo corta e troppo trasparente; Luca adorava quel pezzetto di stoffa. Finito di bere, Adriana si voltò e fece qualche passo verso il divano; si fermò a metà strada e chiese:

“Che leggi?”

mentre pronunciava queste parole sollevò le braccia e si stiracchiò per bene. Il ragazzo mentre rispondeva non poté fare a meno di notare gli slip rosa pallido che apparvero davanti ai suoi occhi per qualche istante, prima di scomparire nuovamente sotto la camicia da notte. Luca sentiva che una potente erezione l’aveva già colpito e sperava soltanto che la ragazza se ne andasse a letto per non farlo totalmente impazzire. Lei invece si andò a sedere accanto a lui adagiandosi contro la spalliera.

“Non riesco a dormire”

disse dopo qualche minuto di silenzio, intanto Luca teneva gli occhi fissi sul libro, ma faceva tutto tranne che leggere. Improvvisamente la ragazza esclamò:

“Ma che diavolo…”

e si scostò dallo schienale per sporgersi verso Luca, il quale distolse gli occhi dal libro e le chiese:

“Che succede?”.

Adriana aveva un largo sorriso sul volto e stava fissando qualcosa, poi disse:

“Hai in bel bozzo laggiù”

e con un dito indicò il grembo del ragazzo. Quest’ultimo guardò verso il basso e notò che la sua erezione era perfettamente visibile, imbarazzato si coprì la zona con il libro che aveva tra le mani. Adriana rise e disse:

“Dai, non fare così. Lo sai che da questo punto di vista sono totalmente inoffensiva, sono soltanto curiosa. Adesso togli quel libro e alzati”.

Il ragazzo ubbidì e senza protestare si mise in piedi davanti a lei.

“Ma così non si capisce nulla – protestò la ragazza, poi aggiunse – Perché non me lo fai vedere nudo? Fai finta che io sia un tuo amico”.

Il problema era che nessun suo amico gli avrebbe provocato un’erezione del genere, ma se lei era contenta, perché ritirarsi? Così si ritrovò nudo dalla vita in giù con il membro teso puntato sulla sua coinquilina. Adriana lo osservava da ogni angolazione divertita con il viso a pochi centimetri dalle nudità del ragazzo.

“Posso?”

chiese lei mentre allungava una mano. Sempre più imbarazzato Luca rispose:

“Certo”.

La ragazza afferrò il suo membro con due dita e iniziò a spostarlo a destra e a sinistra per poterlo esaminare meglio; poi pronunciò il suo verdetto:

“Sei fatto bene, alle ragazze deve piacere molto”.

Sarebbe stato inutile spiegarle che mai nessuna ragazza era andata così avanti come stava facendo lei. Adriana abbassò lo sguardo per un momento, quando sollevò nuovamente il viso, il sorriso che sino ad un momento prima le regnava sul volto era scomparso; la suo posto era apparsa un’espressione seria e languida. Con un filo di voce chiese:

“Ti va di giocare un po’ con me? Sono anni che non vado con un uomo…”

mentre pronunciava queste parole, la sua mano si era completamente avvolta attorno al membro di Luca e aveva iniziato un lento e piacevole movimento. Il ragazzo riuscì a stento a rispondere:

“Penso di si”

e intanto si chiedeva se quello che stava succedendo fosse un sogno o la più bella delle realtà. La mano di Adriana era calda e asciutta, intanto la testa di lei si avvicinava lentamente al membro sino a quando la punta della lingua iniziò ad accarezzare delicatamente la cappella, poi accolse in bocca l’intera asta. Luca osservava rapito i movimenti di quella testolina bionda che faceva dolcemente avanti e indietro, con i capelli che ondeggiavano seguendo tale movimento.

Adriana si teneva con le mani alle gambe del ragazzo e lasciava che fosse la bocca soltanto ad occuparsi di lui, intanto lo fissava negli occhi e ne assaporava tutto il desiderio. Dopo diversi minuti la ragazza estrasse quel membro teso dalla sua bocca e, dopo avergli dato un dolcissimo bacio sulla punta, disse:

“Siediti”.

Luca obbedì rapidamente e la osservò mentre si sfilava gli slip e metteva in mostra la sua passerina senza nemmeno un pelo; era i sogno della sua vita che si stava realizzando. Adriana si mise sopra di lui e lo lasciò scivolare dentro con estrema delicatezza, poi iniziò a muoversi sempre più a fondo, cercando di prenderne il più possibile. Luca aveva sempre creduto che in una situazione del genere sarebbe durato non più di dieci secondi, invece si stupì di trovarsi perfettamente a suo agio; se la stava proprio godendo.

Teneva le mani saldamente ancorate al sedere nudo di lei e i seni della ragazza, chiusi nella camicia da notte, gli strusciavano sulla faccia; poi lei si liberò di quell’inutile indumento e così Luca poté finalmente esplorare quei meravigliosi seni che aveva sempre desiderato. Improvvisamente Adriana si scostò da lui e si andò a distendere supina sulla restante parte del divano, rise vedendolo un po’ smarrito e poi disse:

“Ti sto aspettando, non ti va più?”

intanto apriva le gambe per mostrare il tesoro che nascondevano. Luca con uno scatto fu sopra di lei ed iniziò a penetrarla con decisione. La ragazza si agitava ed ansimava sempre di più sino a quando emise un lungo urlo soffocato. Quando Adriana si riprese dal torpore del piacere vide Luca rossissimo in viso che era ormai sul punto di finire la sua opera; gli disse decisa:

“Non mi venire dentro, alzati che ci penso io”.

Il ragazzo come sempre ubbidì e si mise in piedi davanti al divano, mentre Adriana seduta su di esso lo masturbava a gran velocità con una mano. Fu questione di un attimo e Luca si lasciò andare al più bel orgasmo mai avuto, dal suo membro iniziarono a partire imponenti schizzi di sperma che si susseguivano a grande velocità. Il primo raggiunse la ragazza in pieno volto e così anche gli altri, sino a quando Adriana disse divertita:

“Basta!”

ma proprio all’ultima “a” della parola appena pronunciata un ulteriore schizzo le si insinuò in bocca adagiandosi sulla lingua. Quando fu tutto finito Luca guardò la ragazza di fronte a se e istintivamente disse:

“Scusa”

infatti Adriana aveva il viso ed il petto incorniciati da un’enorme quantità di sperma. Lei sorrise e gli disse:

“Va tutto bene, mamma mia quanto te ne è uscito!”

poi mentre si alzava aggiunse:

“Bene, io mi vado a lavare e poi a letto. Magari, se ti va, qualche altra volta possiamo rifarlo”

e lasciò la stanza. Luca si accasciò sul divano e pensò:

“Se mi va?”.

Cristina

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