Esperienza di sesso orale

Poco più di quattro anni fa sperimentavo da circa 7 mesi il mio primo rapporto di coppia “serio”. Ero ormai convinta di aver abbandonato la fase delle relazioni adolescenziali ed essere finalmente sbarcata nel mondo degli adulti.

Per celebrare questo passaggio dopo 3 mesi di relazione mi ero concessa al mio fidanzato, Marco, lasciando sul letto dei suoi genitori la mia verginità; dopo qualche rapporto non proprio soddisfacente, iniziai ad apprezzare sempre più le gioie del sesso.

Ben presto iniziai a sentire che i nostri orizzonti erano troppo limitati, ciò era probabilmente causato dalla mia naturale timidezza e dalla sua scarsa esperienza. Decisi quindi di approfondire la nostra intimità che fino a quel momento era ferma al rapporto classico e a qualche toccatina sfuggente.

In una piovosa mattina d’inverno, durante le vacanze scolastiche di natale, Marco si presentò a casa mia come era sua giusta abitudine fare quando i miei non erano presenti per consumare la nostra unione; ma io, quel giorno, avevo in serbo qualcosa di speciale per lui. Sin dalla sera prima, infatti, mi chiedevo quale dovesse essere il passo successivo verso una sessualità più piena. La scelta che presi fu semplice e scontata: avremmo fatto sesso orale.

Nonostante avessi sporadicamente affrontato l’argomento con le mie amiche, la mia innata timidezza non mi permetteva in quel momento di parlare apertamente a qualcuno, ad ogni modo non volevo di certo fare brutta figura con Marco e quindi non mi rimase che documentarmi su internet.

Trascorsi buona parte della notte a visionare foto e filmati che riguardassero l’argomento in questione cercando captare i segreti che donne più esperte di me mettevano in pratica sul video del mio computer. Più procedevo nella ricerca più aumentava in me la voglia di mettere in pratica quel desiderio che da qualche giorno avevo in testa e che mi faceva sentire uno strano calore dentro.

Erano circa le 10 di mattina quando Marco arrivò a casa mia, persino un po’ prima del solito, come se qualcosa gli avesse suggerito i miei buoni propositi. Dopo i saluti e i bacetti di rito, decisi che era tempo mettere in pratica il mio piano.

Eravamo seduti sul mio letto avvinghiati in ferrei baci, sfruttando la situazione feci scivolare la mia mano verso l’inguine di lui che, come mi aspettavo, presentava chiarissimi segni di indurimento. Staccai uno per uno i bottoni dei pantaloni ed infilai la mano all’interno, trovando gli slip che a fatica trattenevano il suo membro ormai completamente eretto.

Vedendosi subito incalzato, Marco decise di facilitarmi le operazioni sollevando il bacino e permettendomi di togliergli i jeans, per poi rapidamente portare la sua mano sotto la mia gonna, trovando però l’opposizione dei pesanti collant invernali. Capendo il suo disappunto mi alzai in piedi di fronte a lui e in un solo movimento tolsi collant e slip.

Mentre mi apprestavo a tale operazione Marco colse l’occasione per denudarsi anche lui e così mi ritrovai e fissare il suo membro eretto. Il suo pene era leggermente ricurvo verso il basso e la pelle ricopriva interamente il glande, rimasi qualche istante a fissarlo pregustando ciò che mi attendeva e che Marco ignorava.

Dopo essermi ripresa, mi sedetti alla sua destra e afferrai il suo membro con decisione; credo che Marco fosse rimasto un po’ sorpreso dalla mia determinazione ma di sicuro non gli dispiacque. Iniziai a masturbarlo lentamente e intanto raccoglievo dentro me il coraggio per passare alla fase successiva. Dopo qualche tentennamento staccai le mie labbra dalle sue e dissi:

“aspetta, ho una sorpresa per te”.

Calai la testa verso il membro stretto nella mia mano e, dopo aver tirato la pelle verso il basso in modo da scoprire interamente il glande, iniziai con la punta della lingua accarezzai dalla base della cappella fino alla sommità per poi ridiscendere. Sentii chiaramente un sospiro che segnalava il gradimento della sorpresa ricevuta.

Incoraggiata dalle reazioni del mio compagno, feci scivolare in bocca metà del suo membro ed iniziai un lento su e giù della testa, mentre con la lingua percorrevo ogni centimetro della sua asta; intanto con la mano accompagnavo tale movimento. Le sensazioni che provavo erano stupende, quel corpo caldo ed eccitato che occupava la mia bocca e che facevo muovere a mio piacimento, i sospiri di piacere di Marco che, nonostante avessi gli occhi chiusi, sapevo mi stesse fissando mentre facevo sparire nella mia bocca il suo membro.

Tutta questa eccitazione sentivo si trasferiva sulla mia passerina sotto forma di calore e di umori che mi scendevano lungo le cosce liberi da qualunque impedimento. Tutti i timori erano ormai svaniti, mi sentivo enormemente a mio agio in quella situazione e mi divertivo a giocare in molti modi diversi. Ogni tanto uscivo il membro dalla bocca e lo leccavo tutto per bene oppure premevo la cappella sulla lingua e la muovevo a destra e a sinistra. Improvvisamente sentii il glande gonfiarsi e Marco quasi strillare:

“sto per venire”.

Liberai il pene dalla morsa della mia bocca e mi sedetti nuovamente accanto al mio ragazzo, intanto lo masturbavo con forza mentre fissavo il suo membro interamente bagnato dalla mia saliva e la pelle salire e scendere rapidamente sotto i colpi della mia mano. Bastarono pochi secondi e un’enorme schizzo di sperma partii colpendomi sulla maglietta poco sotto il seno, subito un secondo schizzo mi raggiunse alla coscia destra e altri tre meno intensi mi sporcarono il braccio e la mano con la quale lo masturbavo.

Continuai a muovere la mano su e giù ancora per un po’ fino a quando il pene tornò molle e privo di vita, intanto fissavo gli schizzi di sperma sul mio corpo e in particolare la mano che ne era quasi ricoperta. Guardai Marco negli occhi e sorridente gli dissi:

“E questo è soltanto l’inizio…”

Cristina

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