Ho perso la verginità

La mia prima volta arrivò all’improvviso, in un caldo pomeriggio d’estate, con il ragazzo che per primo era entrato nei miei sogni di adolescente, quando il mio corpo aveva iniziato il processo di maturazione che l’hanno portato ad essere così com’è oggi.

Lui si chiama Marco, all’epoca dei fatti aveva 27 anni, cioè 9 più di me, era ed è un bel ragazzo, moro con gli occhi chiari, uno di quelli che ti fanno innamorare in un attimo, che sembrano avere sempre tutto sotto controllo e che puntualmente ti spezzano il cuore.

Non vedevo Marco da quasi 2 anni, da quando cioè lui e la sua famiglia, ossia la sorella di mio padre, sua moglie ed i loro 2 figli (Luca ed appunto Marco), ci fecero visita l’ultima volta; l’occasione era particolare, i nostri genitori infatti dovevano andare in Sicilia per un matrimonio ed avevano deciso di lasciare mio fratello i miei cugini e me a Roma, a casa dei miei zii per tutta la durata del loro soggiorno in Sicilia, che sarebbe durato 4 giorni.

Appena arrivati a casa dei miei zii vidi Marco, era ancora più bello di come lo ricordavo, lui ci venne incontro, ci salutò calorosamente, ricordo che mi disse: “com’è cresciuta bene la mia cuginetta!” e mi diede un bacio sulla guancia, quindi aiutò mio padre e mio fratello a portare i bagagli e tutti insieme entrammo in casa.

Mia zia e mio zio erano già pronti a partire, così, dopo i saluti e le solite raccomandazioni, tutti e quattro i “vecchi” si misero in viaggio lasciandoci soli.
Dopo pranzo mio fratello e Luca uscirono insieme dicendo che avrebbero incontrato degli amici di Luca e che non sapevano quando sarebbero rientrati, così Marco ed io rimanemmo soli.

Ci sedemmo sul divano, con la TV accesa, per un po’ parlammo del più e del meno, senza approfondire particolarmente un tema, fino a quando lui mi chiese se avevo il ragazzo, io, sorpresa dalla domanda, dissi di si, che stavo con un ragazzo da un paio di mesi, e subito chiesi a lui se avesse la ragazza, la sua risposta fu negativa le poi aggiunse:

“è proprio fortunato il tuo ragazzo”
“perché lo dici?”
risposi io arrossendo,
“beh, non ce ne sono molte di belle ragazze come te in giro”

aggiunse lui facendomi diventare più rossa del rosso. Il discorso tra noi diventava sempre più intimo così lui mi chiese:

“hai mai fatto l’amore col tuo ragazzo?”
“no, veramente non l’ho mai fatto”

fu la mia risposta alla quale lui sorridendo replicò

“poverino, chissà quante docce fredde dovrà farsi allora!” aggiungendo poi “come quella che dovrei fare io adesso!”.

Dopo questa sua ultima affermazione notai che i suoi pantaloncini non trattenevano più la sua eccitazione e rimasi colpita dall’aver suscitato in Marco una tale emozione, allora gli dissi

“lui (riferito al mio ragazzo) comunque non ha una reazione così …….grande come la tua!”

mio cugino rimase sorpreso dalla mia frase e forse per un attimo si dimenticò del nostro legame di sangue, si avvicinò a me e mi baciò sulle labbra, prima dolcemente, poi con più decisione infilando la lingua nella mia bocca ed inducendo la mia a fare altrettanto.

Il bacio durò secondi che a me parvero secoli, quindi Marco si alzò di scatto e andò in camera sua; io lo seguii, lui continuava a dire in maniera confusa che non poteva, che era un pazzo, mi chiedeva scusa e diede persino un pugno contro una porta, ma quando ci ritrovammo in piedi una di fonte all’altro mi prese il viso con le mani e mi baciò ancora, con grande passione ed io ricambiavo i suoi baci cercando di fargli capire che mi sarei spinta ancora più in là.

Marco capì dai mie baci che volevo che fosse lui il mio primo uomo ed io capii dai suoi che anche lui lo desiderava, così iniziò a spogliarmi, in pochi attimi mi tolse la camicetta ed i jeans e mi fece distendere sul letto; lui si tolse la maglietta ed i pantaloncini e si sdraiò accanto a me.

Ci baciammo ancora, quindi lui mi tolse il reggiseno iniziando a baciare i mie piccoli e bianchi seni e ad assaporare il sapore dei miei capezzoli; scese quindi sul mio ventre, carezzano con la lingua ogni lembo di pelle fino a che, togliendomi gli slip, incontrò il mio fiore ancora intatto, circondato da un incolto giardino nero, mi baciò lì dove mai nessuno mi aveva baciata prima e questo mi provocò un brivido intenso che mi fece inarcare la schiena come a volergli offrire ancor più della mia intimità.

Dopo avermi esplorata Marco tornò al mio viso, mi baciò e si sdraiò accanto a me, voleva che fossi io ora ad esplorarlo ed io così feci, lo baciai e accarezzai su tutto il corpo, cercando di nascondere il desiderio di vedere il suo sesso eretto, fino a che giunsi proprio lì: i boxer erano per lui una gabbia da cui lo liberai per poterlo vedere in tutto il suo splendore, era bellissimo ed aveva un odore eccitante, ma io volevo sentirne il sapore e così, seppur timidamente cominciai a leccarlo con la punta della lingua e con le labbra, quindi Marco mi afferrò il capo con la mano spingendomi ad inghiottirlo quasi tutto.

Mi muovevo lentamente per assaporare bene quel momento, sentivo l’eccitazione di Marco che all’improvviso mi fermò, mi tirò a se baciandomi con sempre più passione, sentivo la sua lingua in gola e le sue mani che carezzavano ogni centimetro del mio corpo. Ora ero di nuovo io ad essere sdraiata, capivo che stava arrivando il gran momento; Marco era su di me, le mie gambe erano aperte, con una mano stava guidando il suo sesso nella mia fichetta immacolata, mi disse

”ora potresti sentire un po’ male”

e lo sentii entrare in me, aveva ragione avevo sentito dolore, l’ultima barriera era crollata ed ora mi aspettava solo il piacere, il godimento. Marco iniziò a muoversi in me, prima piano poi sempre più veloce, io ero ormai in una dimensione nuova in cui cercavo di rimanere più a lungo possibile, stringendolo a me più che potevo, con le mani, con le gambe e con tutto il mio corpo, quando dentro di me sentii esplodere un piacere intensissimo, diverso da tutti quelli che avevo provato prima: era il mio primo orgasmo.

Marco se ne accorse da come io lo strinsi ancor più forte a me e da come il mio sesso aveva inondato di me il suo, quindi aumentò la forza del suo movimento ed uscì da me, il suo sesso rimase tra i nostri corpi stretti e finalmente liberò il suo seme caldo.
Di noi ora erano rimasti solo i corpi sudati, stremati e ricoperti dell’essenza dei nostri sessi.

Desire

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