La prima volta in tre

Mi presento. Sono Chiara, 21 anni, siciliana, e voglio raccontare le mie esperienze di sesso di gruppo, iniziando dalla mia prima volta.

Non so quale sia stato il motivo che mi abbia spinta a provare una simile esperienza. Probabilmente in molti casi sono stata delusa dagli uomini, che in queste occasioni uso come semplici strumenti di piacere. Probabilmente molti uomini non sono riusciti a soddisfarmi e ho pensato “chissà, se uno solo non ce la fa, magari più di uno…”. O probabilmente sono una ragazza che non si fa molti problemi, tutto qua.
Comunque, ho voluto provarci. Magari non mi sarebbe piaciuto e non l’avrei mai più rifatto. E invece…

La prima volta che feci sesso con più di un ragazzo, fu… con due. Inutile iniziare subito con un’orda famelica, quando ancora non sapevo se sarei riuscita a gestirne due soltanto… I due si conoscevano bene, e conoscevano molto bene anche me, diciamo… intimamente. Già immaginavano a cosa andavano incontro, anche se non avevano mai fatto neanche loro esperienze simili.

Non ero vestita in maniera particolare… jeans e maglietta, e poco più. Io adoro vestirmi in maniera “fighetta-elegante”, con tacchi e vestiti interi, anche se non disdegno (non solo nel privato, anche per uscire) qualche indumento più stravagante come autoreggenti e zeppe. Ma quella sera ero vestita in maniera normalissima, quasi banale. Come per andare a lezione all’università.

I ragazzi furono delicatissimi, non mi violentarono né forzarono in alcun modo… sapevano che io non avrei esitato a spingermi molto avanti con loro.

Tutto iniziò in camera mia… uno mi baciava in bocca, mentre l’altro mi baciava sul collo. E già qui sperimentai la prima cosa “complicata” del sesso con più ragazzi… ovvero la dissociazione dei luoghi del piacere. Non ero abituata ad essere baciata in più parti contemporaneamente… Così da subito iniziai a bagnarmi e a perdere il controllo. Lentamente volò via la maglietta, e volarono via i jeans. La biancheria mi restò indosso per poco, il tempo di spogliare i due ragazzi.

Eravamo in piedi in mezzo alla stanza. Li spogliavo assieme, mentre sbottonavo la camicia ad uno levavo la maglietta all’altro… volevo che tra loro ci fosse perfetto equilibrio, non volevo concedere privilegi. Le mie mani indugiavano sul petto e sulle spalle nude dei due.
Nessuna sorpresa nei loro corpi, li conoscevo già bene. Ma non li avevo mai visti insieme. Non avevo mai visto due uomini nudi insieme. Due uomini nudi, che erano in quella camera soltanto per me, per provare piacere grazie a me… e per donarmi piacere.

Fremevo di desiderio, le mie mani percorsero i loro corpi, giù, giù, fino ad accarezzarne i membri già eccitati, in piena erezione, che mi sfioravano i fianchi, la pancia, la schiena. Li toccavo, li stringevo, li muovevo, e mi sentivo forte. Pensai che stavo realizzando qualcosa che fino a quel giorno avevo soltanto immaginato nelle mie fantasie più inconfessabili, e che di certo sarebbe stato tutto inedito, nel bene o chissà anche nel male. Ma non ebbi ripensamenti, ormai avevo deciso.

Inutile dire che a quel punto ero già inzuppata… e pronta a concedermi ai due. Mi adagiarono seduta sul divano e mentre uno cominciò a leccarmi davanti, l’altro mi presentò il suo arnese di fronte alla bocca. Credo sia stato uno dei pompini peggio riusciti della mia vita. Poiché quando ne faccio uno io amo a concentrarmi su quello e nient’altro. Invece stavolta ero in balìa della lingua di un ragazzo, che leccava le mie labbra vaginali e che a tratti entrava dentro me ritmicamente, per poi passare a giocare col clitoride, mandandomi in confusione. E quindi faticavo a pensare al lavoro della mia lingua sul membro dell’altro.

La cosa peggiorò decisamente quando il ragazzo che mi leccava passò a penetrarmi. Si sdraiò sul tappeto e io mi inginocchiai sopra di lui; la sua piena erezione e la mia abbondante lubrificazione agevolarono il suo scivolare dentro di me.

A quel punto, oltre alla mia legittima distrazione, c’erano pure i sussulti del mio corpo, dovuti ai “colpi” della penetrazione, sempre più profonda e intensa. Questo spinse l’altro amico, che non riusciva più a godere pienamente della mia lingua, a prendere l’iniziativa e a farsi praticare sesso orale lasciandomi passiva e abbandonata. In pratica usava la mia bocca per il suo piacere.
Da quel momento in poi non capii più niente… Ero penetrata davanti, ed ero penetrata in bocca. Sensazioni diverse da membri diversi. Mi girava la testa.

Dopo vampate di piacere interminabile, i due si scambiarono i ruoli. E scoprii un altro degli infiniti vantaggi del sesso con più uomini: io adoro assaggiare i miei sapori e di solito interrompo persino la penetrazione pur di gustare, direttamente dal membro del mio compagno di sesso, i miei umori. Solo che questo purtroppo comporta l’interruzione brusca del piacere.
Stavolta invece non c’era interruzione… potevo assaporare i miei umori liberamente, mentre l’altro era già lì a penetrarmi e a prolungare la mia estasi.

Ben presto la stanza si era impregnata di un odore a cui non ero abituata. Un odore intenso prodotto da tre persone unite nel sesso. Tre corpi nudi che si avvinghiavano e si riunivano in amplessi sempre diversi. Il piacere si impadroniva di me, sempre di più, ansimavo, gridavo di piacere, ma ogni volta usciva soltanto un lamento strozzato, con la mia bocca impegnata, quasi soffocata, dagli affondi dei membri dei due ragazzi che si alternavano a penetrarmi.

Non ho idea di quante volte sia venuta in quell’occasione… così come non riesco a contare i miei orgasmi durante i miei incontri di sesso di gruppo.
È come se fosse un solo lungo orgasmo, interminabile, con picchi di piacere ripetuti. E mentre venivo, non avevo più bisogno di immaginare di essere chissà dove, con chissà chi, come avevo sempre fatto. Non avevo bisogno di immaginarmi tra le braccia di più uomini. Perché la mia fantasia era realtà.

Loro invece, quella volta sono venuti dove desideravano, cioè nella mia bocca. Il primo fu il ragazzo con cui erano già impegnate le mie labbra, e inghiottii il suo seme. Lo stesso feci poco dopo con l’amico.
E mentre avvertivo i suoi fremiti, e i suoi schizzi caldi mi colpivano il palato e la gola, mi venne in mente che non avevo mai assaporato due diversi orgasmi maschili nel giro di pochi istanti. Il sapore era simile, ma diversa era la consistenza. Più denso il primo, più liquido il secondo. Non me ne lasciai sfuggire neanche una goccia.

Dopo esserci rivestiti tutti e tre, ci salutammo… mi sedetti sul divano di fronte al quale avevo appena scopato con i miei due amici. Rivivendo nella mente le immagini di quello che avevo appena provato, capii che questo era solo l’inizio.

E così fu.

Kiarotta

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