Amore in numero dispari


…Fu a quel punto che il mio fidanzato, accostandosi al mio orecchio, prese a sussurrarmi piano: “…ti amo, ti amo, ti amo!”



Come ho già detto, le nostre fantasie più nascoste rimangono tali finché non incontri l’anima gemella che le condivide e ti aiuta a realizzarle facendo il grande salto tra fantasia e realtà. Col mio fidanzato colto ed educato, ma insospettabile perverso, fatalmente non ci fermammo all’esperienza che ho raccontato nella storia: La Gelosia e la Passione

L’esperienza di combinare gelosia e passione era da ripetere, l’unica cosa che lui avrebbe voluto evitare, perché troppo violenta come emozione, era l’attesa del mio ritorno. “Se devi avere altri uomini, e io sono contento che tu ne abbia, -mi disse- voglio però d’ora in poi esser presente anch’io…!”

Era un salto di livello piuttosto forte, ma la cosa mi stuzzicava: anch’io (come la maggior parte di voi) avevo spesso fantasticato di trovarmi a letto con due uomini, gentili e premurosi, che mi mettessero al centro delle loro attenzioni e non avessero altra priorità che farmi godere.

Non volevamo certo esporci con gente che ci conosceva bene, e fu così che pensammo di esplorare le nebbie torbide del mondo degli scambisti in rete. Non volevamo incontrare un uomo singolo, ci pareva più rassicurante conoscere una coppia, e poi in fondo anch’io (dopo la vicenda raccontata in “Complicità“) cominciavo a pensare davvero che vedere il mio lui al centro delle attenzioni di un’altra donna, avendo però tutto sotto controllo, mi poteva eccitare.

Devo ammettere inoltre che tra le mie molteplici fantasie, c’era anche quella di provare prima o poi l’amore con un’altra donna. In passato mi era capitato di baciare per scommessa una mia amica sulla bocca, e la curiosità non mi aveva mai abbandonata. Penso che l’omosessualità femminile per molti aspetti sia più naturale di quella maschile, in fondo i neonati, maschi o femmine che siano, hanno il loro primo rapporto di piacere proprio nel contatto col seno materno, e poi trovo che quello tra donne sia un contatto più dolce, meno brutale.

Cercando qualcuno in rete, speravamo in un incontro divertente, senza impegno, con persone che cercassero, come noi, solo di divertirsi e godersi la vita, e che accettassero di buon grado, nel caso non si fosse creata la giusta atmosfera, che l’incontro potesse anche finire con una semplice cena e un nulla di fatto.

Esistevano però ovviamente altre remore legate alla possibile pericolosità degli estranei che avremmo incontrato, che in fondo potevano essere dei “disturbati” se non dei veri e propri maniaci. Il fare questa nuova esperienza in rete, con degli sconosciuti, ci preoccupava dunque non poco. Quindi decidemmo, prima di tutto, di non mettere un annuncio nostro, ma di cominciare a selezionarne uno tra quelli esistenti.

Uno dei primi contatti lo avemmo rispondendo a un annuncio di persone scelte al di fuori dalla nostra area geografica, ma di età prossima alla nostra; eravamo colpiti dalla loro gioia di vivere e dalla apparente tranquillità con cui affrontavano la questione, inoltre non parevano dei veterani incalliti, e si dichiaravano “molto selettivi”. Non temevamo la loro selettività e con uno scambio di e-mail capimmo che potevano fare al caso nostro. C’era un unico problema: non erano una coppia, ma erano in tre!!! Due uomini e una donna.

Ne parlammo ancora tra noi. La cosa presentava vantaggi e svantaggi: se da una parte avevamo la garanzia che i tre, essendo uniti da semplice amicizia, non vivevano tensioni sgradevoli o gelosie mal represse di coppia, ma che affrontavano il gioco col gusto goliardico che noi stessi cercavamo, d’altra parte però, come prima esperienza, per noi era piuttosto “forte”, e da parte del mio fidanzato c’era la preoccupazione del tutto primordiale di dover affrontare e fronteggiare due maschi nella loro “tana”.

Da parte mia comunque il pensiero di avere intorno a me tre uomini e una donna che si era apertamente dichiarata bisex, mi attirava e disorientava al tempo stesso. Le fantasie sono una cosa, la realtà purtroppo è spesso un’altra. La preoccupazione era tanta, ma in parte venne superata dai primi contatti telefonici con la ragazza del trio. Noi donne siamo giustamente più diffidenti e dunque era giusto che fossimo noi a decidere i giochi, fidandoci anche del nostro proverbiale sesto senso.

Devo dire che io e lei ci piacemmo subito e ci rassicurammo a vicenda. Sapevamo che, alla peggio, sarebbe finita con una cena maliziosa ed intrigante, e basta. Dopo alcune telefonate, diluite nel tempo, venne il giorno dell’incontro e il primo problema era il riconoscersi: non ci eravamo mai visti in faccia. Che effetto ci avrebbe fatto vedere in carne e ossa degli sconosciuti che avevamo sentito al telefono o visto solo in foto in cui risultavano irriconoscibili?

Fissammo l’appuntamento al casello dell’autostrada, scendemmo dalla macchina, e il primo impatto strano fu quello dell’altezza: i due ragazzi erano un po’ più bassi della ragazza, che era quasi un metro e ottanta. A me stranamente lei piacque subito, persino più degli altri due: era proporzionata e aveva un corpo scultoreo che si faceva guardare, forse aveva fatto danza. Anche i due ragazzi comunque non erano male. Al mio fidanzato invece non piacevano molto le ragazze alte, e quindi lei non era esattamente il suo tipo. Inoltre era distratto dalla presenza dei suoi due rivali, ed era attentissimo a squadrarli dalla testa ai piedi…

I commenti che facemmo col mio fidanzato, mentre ci dirigevamo al ristorante su macchine separate, erano tra il divertito, l’eccitato e il nervoso. Quelli erano dei perfetti estranei e, a freddo, se già era difficile pensare cosa ci saremmo raccontati a cena, era ancor più incomprensibile credere che di lì a poco saremmo potuti finire tutti e cinque a letto!

Durante la cena scherzammo e ci sciogliemmo un po’, loro ci raccontarono le loro esperienze (in rete e non) e dai loro racconti capimmo che non è facile trovarsi con le persone giuste, loro per primi avevano incontrato grandi difficoltà e conosciuto persone sgradevoli, malgrado la ragazza fosse un’attenta selezionatrice.

A fine serata decidemmo di andare a bere qualcosa a casa di uno dei due ragazzi. L’imbarazzo era palpabile, io e il mio fidanzato restavamo stretti l’una all’altro e non eravamo ancora convinti dell’epilogo. Dopo un po’ però, con l’aiuto di qualche bicchiere, le luci soffuse e una musica d’atmosfera, decidemmo di comune accordo che io e l’altra ragazza ci saremmo sedute sul divano, per cominciare a entrare in confidenza tra noi; nel frattempo i maschietti, quasi distratti, sarebbero restati in disparte a parlare del più e del meno.

Cosi facemmo e in breve l’atmosfera si scaldò. Lei mi abbracciò e cominciò a baciarmi e a toccarmi con mano più esperta della mia; io non avevo gran dimestichezza nell’accarezzare un seno che non fosse il mio, però quel contatto morbido e quella bocca dolce mi fecero abbandonare ogni remora, non faticai molto a scoprirmi bisex. Tra baci e abbracci i preliminari proseguirono, eravamo ormai semisvestite, ci baciavamo a turno i capezzoli e l’eccitazione crebbe, mentre gli uomini stavano in un angolo a parlottare chissà di cosa, di calcio, di auto o di computer, come se noi due neanche esistessimo…

Fui io a quel punto, con mia stessa sorpresa, a chiamarli in causa, con una piccola frase di sfida, del tipo: “Ma che fine hanno fatto gli uomini? Fateci vedere che ci siete anche voi!”. Non se lo fecero ripetere due volte e si avvicinarono tutti e tre al divano. Non capivo se il mio fidanzato era contento o agitato per quella mia audace sortita, ma dall’espressione mi pareva comunque in subbuglio.

Si avvicinò a noi ragazze, che nel frattempo ci eravamo sdraiate, e cominciò a baciarci entrambe, con uno strano e inedito incrocio a tre. Da come lo conoscevo però mi pareva più preoccupato per me che non attratto dall’altra ragazza. Notavo che, con la coda dell’occhio, seguiva con attenzione i movimenti degli altri due, i quali nel frattempo si erano accostati a noi con molto garbo e gentilezza, per fare la loro parte, devo dire senza invadenza.

Uno cominciò ad accarezzarmi il seno e a succhiarmi un capezzolo, l’altro ai piedi del divano cominciò ad esplorarmi sotto gli slip… ero già molto bagnata, e lui mi penetrò col dito medio; iniziò a muovere la mano avanti e indietro, cercando di toccarmi nei punti più sensibili. Non ci misi molto a cominciare ad ansimare. Fu a quel punto che il mio fidanzato, accostando la bocca al mio orecchio, prese a sussurrarmi piano: “…ti amo, ti amo, ti amo!”.

Loro tre si conoscevano bene, gli uomini erano etero e la donna bisex, quindi è naturale che fossero tutti attratti da me che rappresentavo la vera novità. Il mio fidanzato, che non si era ancora rilassato, mi osservava e catturava ogni mio sospiro, quindi in breve io mi trovai al centro dell’attenzione di tutti e quattro!

Ero eccitata ma ancora impacciata, e mi abbandonavo meglio alle attenzioni dell’altra ragazza e del mio fidanzato, che non a quelle degli altri due uomini che sentivo ancora molto estranei. Il divano cominciava ad essere affollato e il padrone di casa propose di trasferirci tutti in camera da letto, dove ci attendeva un comodo lettone.

Giunti sul letto ci eravamo ormai spogliati completamente, il mio fidanzato non si staccava da me, io lo masturbavo lentamente, mentre mi abbracciava, mi accarezzava e mi sussurrava all’orecchio parole dolci; gli altri a loro volta mi toccavano e mi baciavano su tutto il corpo. Ansimai più forte quando un lingua, non so dire di chi, mi leccò avidamente, mescolando la sua saliva ai miei umori, già abbondanti.

In quella penombra, i corpi si aggrovigliavano, e l’altra ragazza cominciò ad occuparsi di uno dei suoi amici, la vidi mentre gli sollevava il membro e se lo portava alle labbra, lo leccò, lo baciò sulla punta e poi lo fece sparire tutto nella bocca, e così su e giù un po’ di volte. Io feci lo stesso col mio fidanzato, mentre l’altro ragazzo iniziò a masturbare lentamente sia me che la sua amica, entrando fino in fondo con le dita.

Si muoveva prima lentamente, poi accelerava sempre più, in armonia coi nostri ansimi e respiri. Devo dire che l’eccitazione dell’altra ragazza, che mugolava con la bocca piena, era molto contagiosa. L’altro ragazzo prese ad accarezzarmi le gambe e a massaggiarmi i piedi. Sentire tutte quelle mani che percorrevano il mio corpo mi mandava in estasi. Nelle lunghe ore di piacere che seguirono esplorammo le posizioni più fantasiose e vi furono frequenti scambi di partner. Solo il mio fidanzato non mi abbandonava e restava sempre al mio fianco.

Io devo dire che fino a quel momento non avevo osato toccare seriamente i due ragazzi, li avevo baciati sulla bocca e accarezzati, mi ero abbandonata alle loro attenzioni, ma per le loro parti più intime mi ero limitata a “guardare e non toccare”; in fondo erano degli estranei, e poi devo anche dire che mi imbarazzava un po’ il farlo di fronte al mio fidanzato…

Avevano entrambi membri di discrete dimensioni, né piccoli né enormi, uno aveva una forma un po’ più “a fungo” dell’altro. Un contatto però c’era già stato: li avevo sentiti caldi e morbidi sulla mia pelle, quando durante l’eccitazione degli abbracci si strofinavano ritmicamente sulle mie cosce, sul mio didietro, o contro la mia pancia.

Il mio fidanzato restava in prima fila a godersi lo spettacolo, e non voleva perdersi nulla di quello che condividevo con gli altri, tanto che lui l’altra ragazza non l’aveva fino a quel momento neanche sfiorata. Io comunque, benché molto impegnata, non lo trascuravo affatto e avevo costantemente il suo pisello o in mano o in bocca.

Fu in uno di quei momenti di eccitazione che, mentre lui mi baciava il collo e la nuca, e uno dei ragazzi mise la testa tra le mie gambe, cominciando a leccarmi e a masturbarmi con dolcezza, che io ansimai più forte. E mentre godevo e ansimavo, avevo di fronte a me il bel membro eretto del ragazzo; a quel punto ebbi un momento di languore e ruppi gli indugi: allungai la mano e glielo accarezzai, dapprima avvolgendolo delicatamente da sopra con le dita, e poi impugnandolo con tutto il palmo.

Era caldo e duro. Nell’altra avevo quello del mio fidanzato, che ebbe un fremito ulteriore di eccitazione, cominciai a muoverli entrambi, ritmicamente, dolcemente. Erano durissimi ma nel contempo lisci e morbidi. Uno lo conoscevo bene, sapevo le sue reazioni, l’altro era invece sconosciuto, del tutto nuovo al tatto, non sapevo come avrebbe reagito al mio tocco.

Il ragazzo non tardò a manifestare il suo compiacimento, prese ad accompagnare il movimento della mia mano con con il bacino, e soprattutto prese a leccarmi e a toccarmi con maggiore passione. La mia eccitazione crebbe, ero in estasi, sentii salire vampate di calore e ansimai sempre di più. Li strinsi forte entrambi tra le mani, sempre piu forte, mentre il piacere cresceva, da un lato temevo di far del male ai due poveretti, dall’altro non mi importava nulla, mi importava solo di godere, soffocai come potevo le mie grida ed ebbi un orgasmo, forte, prepotente!

Per fortuna nessuno dei due si lamentò del dolore. Penso fossero passate un paio d’ore da quando ci eravamo trasferiti sul letto e quello che non capivo è come mai nessuno degli uomini avesse ancora avuto un orgasmo. Quel pensiero attraversò la mia mente per un attimo soltanto, il ragazzo smise di leccarmi e masturbarmi e si mise a baciarmi delicatamente, accarezzandomi l’interno delle coscie. La mia eccitazione era ancora alta e come per ringraziarlo del piacere che mi aveva donato, mi accostai a lui e glielo presi avidamente in bocca.

Lo succhiavo e mi muovevo con tanto entusiasmo che lui mi dovette fermare un paio di volte per evitare di venirmi in bocca. Il mio fidanzato, forse col timore di essere escluso dal gioco, si levò in ginocchio sul letto e si avvicinò anche lui alla mia bocca. Cominciai a succhiarli entrambi a turno e poi a leccarli assieme, vicini che si potevano toccare. Era la prima volta in vita mia che facevo un doppio pompino e la cosa mi pareva ancora più incredibile se pensavo che uno dei due era quello di uno sconosciuto!

Nel frattempo l’altra ragazza stava godendo vivacemente, dall’altra parte del letto, mentre il suo amico la possedeva da dietro. Per quanto mi riguardava invece avevamo stabilito che non era concessa la penetrazione, solo giochi manuali e orali, l’unico che avrebbe potuto penetrarmi era il mio fidanzato, ma non lo fece.

Liberatami anche di quel tabù, presi presto confidenza con l’altro sconosciuto, lo andai a cercare e saggiai tra la lingua e il palato quella strana forma di fungo; era ancora cosparso degli umori dell’amica. Il mio fidanzato invece non si fece ricambiare il favore dall’altra ragazza, da un lato questo mi fece piacere, dall’altro provai gelosia ed eccitazione quando vidi che si era messo a baciarla e accarezzarla su tutto il corpo, fino alle parti più intime. Sospettai per un attimo che lo facesse un po’ per vendetta, e un po’ per distrarmi dall’incontro ravvicinato e prolungato che io stavo avendo col “fungo”.

Non so se fosse quello, ma riuscì nel suo intento, a quel punto infatti ero io che non volevo essere esclusa dal gioco e mi avvicinai a mia volta per leccarla assieme a lui. E con le nostre teste immerse tra le gambe della ragazza, ci baciavamo tra noi mentre la leccavamo avidamente, in un intreccio di saliva e umori per me del tutto nuovo. Era la prima volta che assaggiavo il gusto di un’altra donna, mi pareva tutto così strano e irreale, e ancora una volta il mio fidanzato mi sussurrò: “ti amo!”

I giochi erotici continuarono ancora per qualche ora, sperimentato ogni incrocio e combinazione possibile (etero e lesbo). Mi pareva però che nessuno degli uomini avesse ancora avuto un orgasmo. Avvenne tutto in poco tempo. Mentre, in preda al godimento, giocherellavavo col membro di uno dei ragazzi, quello ebbe un sussulto inatteso e mi “esplose” in mano, con una raffica di fiotti caldi diretti sulla sua stessa pancia, ma che colarono in parte anche sulle mie mani.

Questo avveniva mentre l’altro ragazzo da sotto mi stava ancora leccando e masturbando avidamente; a quella vista anche lui si eccitò al punto che non riusci più a frenare il suo “entusiasmo”. Siccome puntava dritto verso di me, sfiorai col mio piede la punta del suo “fungo”, appena in tempo per deviare il primo getto, che arrivò così potente da scavalcare tutti e andare a centrare una specie di quadro giapponese appeso sopra il letto! I getti successivi schizzarono sulle lenzuola e sulle mie gambe, che avevo prontamente serrato per ripararmi.

L’evento fu così incredibile e improvviso che scatenò l’ilarità generale. Restava il mio fidanzato, che si avvicinò al mio viso con intenzioni inequivocabili… io mi vergognavo di uno spettacolo così intimo di fronte a quegli “estranei” e gli sibilai: “guai a te se ci provi!”, lui allora scese a più miti consigli e mi inondò la pancia e il seno.

Scoprii piu tardi che lui si era allontanato due o tre volte in bagno durante la nottata, non solo per suoi bisogni fisiologici (frequenti per la forte emozione), ma anche per rinfrescarsi, poiché era talmente eccitato che aveva avuto svariati orgasmi silenziosi.

Erano ormai le prime luci dell’alba; stremati, ma soddisfatti e di buon umore, ci rivestimmo e decidemmo di uscire a fare colazione assieme. Loro ci invitarono a restare a dormire. Ma l’adrenalina era ancora alta e non avevamo sonno, il mio fidanzato mi propose di ripartire subito per tornare a casa. Salutammo i nuovi amici, con la promessa di ritrovarci presto e salimmo in macchina.

A quel punto sentivamo entrambi l’esigenza di stare tranquilli, noi due da soli, di elaborare dentro tra noi quella tempesta di emozioni alla quale ci eravamo esposti… Arrivati a casa pensavamo di riposarci, ma i nostri ormoni erano letteralmente fuori controllo! L’eccitazione era ancora tale che, anziché dormire, ci mettemmo a far l’amore per ore, e poi di nuovo dopo, appena risvegliati, e poi ancora così per altri due giorni !!!

Che dirvi ragazze?
Un’esperienza che auguro a chiunque sappia reggere le emozioni forti!

Se siete troppo fragili, deboli di cuore, o in un periodo vulnerabile della vostra vita, ve lo sconsiglio, in ogni altro caso invece non potete perdervi un’esperienza simile, a patto che la condividiate con le persona giuste.

Valentina


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