Uno Sconosciuto al Semaforo


Lui, benché appena appagato, si buttò di nuovo su di me; mi accarezzava e mi baciava.



Mi chiamo Cinzia, ho 36 anni e sono insegnante. Vivo e lavoro nel Nord Est.
Non sono sposata, ma da qualche anno ho un compagno stabile. Tra noi vi è un’ottima intesa anche dal lato sessuale.
Sessualmente sono piuttosto calda e sensibile ma nel rapporto difficilmente raggiungo l’orgasmo con la semplice penetrazione. Ho bisogno di essere prima accarezzata e sfiorata da mani e labbra esperte… Se un uomo mi piace e sa essere carino con il mio corpo, pur non essendo “estrema” contraccambio in maniera molto passionale ed efficace.
Vi voglio raccontare un episodio della mia vita, accadutomi un paio di anni fa, quando già stavo col mio attuale compagno…

Era un martedì di inizio Aprile, piovigginava. Ero appena arrivata in Romagna, in quella città di mare dove sarei dovuta restare per un paio di mesi; col mio lavoro a volte capita.
Avevo preso alloggio nell’appartamentino di un residence, non lontano dalla spiaggia. Non conoscevo nessuno in quel luogo, e quella sera mi sentivo un po’ sola, finché intorno alle 22, pervasa da una sensazione di noia mista a tristezza, saltai in auto e mi misi a girovagare senza meta. Lo faccio spesso quando mi annoio, la guida mi rilassa, e poi il giorno dopo ero libera e potevo anche far tardi.

C’era pochissimo traffico, la località balneare fuori stagione non offre granché.
Dopo aver percorso un paio di volte la litoranea tra Bellaria e Riccione, meditavo di tornarmene a casa, quando vidi un ragazzo davanti a un pub che mi fece cenno di fermarmi. Avrei voluto tirar dritto ma pochi metri avanti c’era un semaforo rosso. Mi bussò al vetro e mi chiese in maniera molto gentile, se potevo accompagnarlo a Miramare di Rimini, perché non trovava più i suoi amici, dispersi per i locali della riviera. Lo guardai bene, illuminato dai fari delle altre auto, mi sembrò un tipo a posto e… accidenti, anche un bel ragazzo!

Vinsi il timore e lo feci salire in macchina e, dopo qualche convenevole di rito, cominciò a parlarmi di automobili, chiedendomi informazioni sulla mia, perché avessi scelto il modello a benzina e non diesel, quanti cavalli avesse e cavolate simili. Che pizza, pensai… questo è il solito impallinato, tutto auto, moto e stupidaggini varie…
Lo avevo solo pensato, ma fu come se lo avessi detto: all’improvviso si scusò dicendomi che forse mi stava annoiando.

Iniziò poi a chiacchierare amabilmente, dimostrandosi simpatico e carino… La sua voce, il modo di fare… mi piaceva ascoltarlo, cosicché percorsi quei 5 chilometri ad una velocità per me insolitamente bassa. Giunti a destinazione, volle sdebitarsi offrendomi da bere in un locale vicino. Accettai e lì parlammo per quasi due ore.

Era un bel ragazzo, si… con un bel fisico proporzionato, non troppo alto, forse una decina di centimetri più di me (e non sono altissima) ma soprattutto una classe fuori dal comune per un ragazzo di quell’età. Non è facile dire cosa mi attraesse tanto di lui, mi piaceva i modi, il suo portamento… solo che… aveva quasi dieci anni meno di me…!
Mi guardava, a volte mi sfiorava le mani, poi ad un tratto mi disse:

“Sai, io non ho mai conosciuto una come te, mi piacerebbe baciarti”…

Sorrisi e dissi la solita cazzata di circostanza:

“Ehi, ma non ti sembra di correre un po’? Ci conosciamo da due ore, poi… potrei essere tua zia!”
“Magari avessi una zia così!”
replicò.

Uscimmo dal locale conversando amabilmente, parlavamo di ritrovarci nelle serate successive. Non feci tempo a rispondergli che mi trovai le sue mani sui fianchi e la sua bocca sul collo. Avvertii una specie di scarica elettrica, sentivo che aveva una gran voglia di me. Mi ritrassi, ma non per convinzione, solo per mantenere un contegno.

“Vorrei fare l’amore con te!” mi disse.

Io cercai di buttarla sullo scherzo:

“Guarda che sono molto esigente, non ti conviene!”

Dentro però sentivo uno strano scombussolamento… era tanto che non mi accadeva. Mi sentivo combattuta tra la mia metà coscienziosa e razionale e la “puttanella” che c’è in me, ma sapevo già che alla fine avrebbe prevalso la parte peggiore!

Lui mi spinse dolcemente sul sedile della macchina e mi si accomodò di fianco. Eravamo sulla strada principale di Miramare, con la gente che passava, eppure noncurante lui mi si gettò sul collo cercando con le labbra i miei capezzoli, per baciarli attraverso i vestiti, mentre già insinuava la mano sotto alla minigonna.

“No, cavoli, cosa fai? Siamo in mezzo alla strada!”
“Ti prego, ti prego, non respingermi, sei bellissima!”
, mi sussurrò…

E chi voleva respingerlo? Solo che in mezzo alla strada…

“Aspetta, no, non qui, non in strada… in auto non mi piace!”

Boh, non ricordo esattamente come e non ricordo che strada feci, fattostà che in pochi minuti eravamo a casa mia, cioè nel residence.

“Guarda, ti avevo avvertito che sono esigente… ora cosa vuoi fare? Se vuoi sei ancora in tempo per scappare!”

Mi rispose, stuzzicando la mia vanità, che gli piacevo troppo per andarsene. Era un po’ imbarazzato (io molto più di lui, ma non lo mostravo, almeno credo)
Mi chiese subito, forse un po’ preoccupato, cosa intendessi con la storia dell’esigente… mi aveva presa sul serio! Beh, che fare… cercai di mantenere la parte e farfugliai una storiella di dominazione, fruste e amenità simili …poi scoppiai a ridere e subito la risata divenne generale. Il ghiaccio era rotto, eravamo più rilassati.

Il furbacchione aveva evidentemente compreso un po’ la parte vulnerabile della mia personalità e, solleticando la mia vanità, cominciò elegantemente, a sussurrarmi apprezzamenti sulle mie gambe, sui miei fianchi… mi chiese di spogliarmi perché mi voleva ammirare. Lo assecondai subito, anche se non mi sento molto abile nel ruolo di spogliarellista, ma ormai in me prevaleva il desiderio.

Rimasi con i soli slip, un po’ di pudore ce l’ho anch’io. Lo vidi eccitatissimo, un po’ agitato… mi prese in braccio, tremava leggermente e mi posò sul letto tuffandosi sui miei capezzoli. Era ancora vestito. Iniziò ad esplorare con le labbra ogni parte scoperta del mio corpo, mentre con la mano mi accarezzava sopra gli slip in maniera talmente lieve da provocarmi un insolito brivido. Sentivo la sua mano fremere e il suo respiro diventare affannoso.

Lo aiutai a spogliarsi, ormai eravamo entrambi sulla luna… Quando lo vidi nudo mi piacque e mi colpì il suo petto non troppo villoso, il suo ventre piatto, le sue proporzioni regolari. Sì mi eccitava molto, ma ad essere sincera, in quel momento ero un po’ preoccupata, non lo conoscevo…

Sono quelle cose che a freddo non si farebbero mai, quegli strani impazzimenti nei quali una donna normale non penserebbe mai di cadere. Un rapporto non protetto con uno sconosciuto, giovane e dall’aspetto elegante e curato ma pur sempre uno sconosciuto. Una donna di 34 anni che si concede a un ventiquattrenne incontrato due ore prima…

Ero titubante, e poi non sapevo come si sarebbe comportato a letto, temevo che volesse penetrarmi subito, privandomi così di gran parte del piacere… invece no, dopo avermi sfilato gli slip si chinò tra le mie gambe a baciarmi ed accarezzarmi con la lingua; poi, prendendomi tra le labbra il clitoride cominciò a succhiarlo delicatamente tra le labbra, mentre con la lingua descriveva un movimento rotatorio.

Normalmente non faccio grande clamore quando godo, ma in quella occasione credo di essermi fatta sentire anche troppo… Forse l’eccitazione della circostanza anomala (non mi ero mai concessa ad uno sconosciuto), forse la particolare abilità di quel compagno occasionale, sta il fatto che raggiunsi l’orgasmo in pochi secondi…
Un compagno così abile e dolce meritava che lo contraccambiassi degnamente.

Contro ogni mia consuetudine, mi diressi senza indugi verso il suo membro, dedicandogli un’attenzione analoga a quella che mi aveva appena rivolto lui. Poggiai le mie labbra sul quel glande sconosciuto e cominciai a succhiarlo, mentre la mia lingua lo massaggiava con movimenti rotatori. Lo sentivo inarcare la schiena e contrarre i muscoli dei glutei. Pochi secondi e scivolò via dalla mia bocca per insinuarsi la le gambe e entrare in me, appena in tempo perché sentissi esplodermi dentro il suo orgasmo.
Credo che entrambi avessimo, in quella situazione, superato ogni i record di velocità.

Nel frattempo io ero di nuovo eccitatissima: il solo pensiero di averlo fatto godere così intensamente mi aveva ricaricata all’istante. Lui, benché appena appagato, si buttò di nuovo su di me; mi accarezzava e mi baciava, e lentamente andò a dedicarsi al mio buchetto dietro. Vigorosi colpi di lingua alternati con piccole penetrazioni, sempre con la punta della lingua… mi piaceva moltissimo, ma nello stesso tempo ero di nuovo preoccupata: non volevo essere presa da dietro, l’avevo già fatto in passato, ma in quel momento, in quella circostanza non me la sentivo, era davvero troppo.

Tentai allora un diversivo, una piccola astuzia, vedendo che il suo “affare” cominciava a risvegliarsi, cambiai posizione e mi misi sopra di lui… un sessantanove insomma… Ricominciai a giocare con il suo bel membro, come avevo già fatto prima.

È strano come mi venisse naturale accarezzarlo molto delicatamente con le labbra e con la punta della lingua e, sempre con la lingua dargli lievi succhiotti e veloci colpetti al prepuzio, alternando di tanto in tanto con qualche tenera coccola con il seno… ma ben presto il gioco non mi riuscì più altrettanto bene, persi la concentrazione: lui mi passava la lingua tra il buchetto ed il clitoride, infilandola un po’ dappertutto… stavo godendo troppo…

Al solo a ripensarci, ancora adesso sento… i brividi e uno strano calore… Poco dopo mi resi conto che lui era di nuovo lì lì per venire, non mi volevo perdere il piacere di sentirlo ancora dentro di me, quindi mi misi a cavalcioni e lo feci scivolare dentro. Muovevo il bacino, mentre mi accarezzavo da sola il clitoride. Appena sentii il suo respiro che si faceva affannoso e le sue contrazioni, partii per il più bel viaggio che potessi immaginare, e quelle pulsazioni ritmiche che si fondevano con le mie, quel calore intenso e quel lieve e piacevolissimo dolore che sentii nell’istante del massimo piacere, mi fece dimenticare per un attimo tutto il resto della vita. Provai un nuovo devastante orgasmo insieme a lui.

Non mi era capitato spesso di provare due orgasmi consecutivi, tre, considerato quello di poo prima. Dovevano essere quasi le cinque di mattina, ma ormai a chi interessava l’orologio? Continuammo senza sosta nei nostri amplessi per forse due o tre ore. Non ricordo quanti altri orgasmi abbiamo avuto, io sicuramente qualcuno in più di lui.

Il suo cazzo, si… mi piaceva da impazzire toccarlo, sentirlo gonfiarsi tra le mie mani e le mie labbra, baciarlo, afferrarlo ed accarezzarlo con il seno, sentirlo schizzare dentro di me. Desideravo vederlo intensamente appagato… volevo dargli il piacere più intenso possibile …e più eccitato e voglioso era lui, e più mi eccitavo e godevo io. Non mi fermai quella notte, finché non lo vidi completamente fuori uso.

Finì che ci addormentammo in pieno giorno.

Mentre ero con quel ragazzo non riuscivo proprio a pensare ad altro, fu il giorno successivo che cominciai invece ad avere qualche senso di colpa nei confronti del mio compagno, sapevo anche che non avrebbe fatto scenate, ma temevo di fargli molto male…

Per me era stata un’esperienza indimenticabile, sono passati quasi due anni e mezzo da allora, ma la ricordo ancora come la più eccitante esperienza che abbia mai provato. Da una serata malinconica, che mi vedeva rassegnata già alla noia, ne è scaturito qualcosa di bellissimo, che probabilmente ricorderò per tutta la vita; il tutto grazie a un banale semaforo rosso…!

In seguito raccontai al mio compagno tutta la storia nei dettagli, ma non la prese tanto male, anzi, credo sia persino servita a spezzare la routine della vita di coppia, e per rendere più eccitanti molti nostri momenti intimi…
Credo che a volte serva anche qualche esperienza “extraconiugale” per rafforzare la passione…

Ciò che uccide le coppie è la noia…

Cinzia


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