SABRINA - Una Serata Diversa

Mi chiamo Sabrina ed ho 29 anni.... all'epoca dei fatti che vi racconterò ero una 26enne che frequentava l'Università di Economia e Commercio (adesso, per fortuna, sono laureata). Sono una ragazza che definire bellissima è davvero troppo... non ho un fisico da modella, ma in me c'è qualcosa che attira gli uomini... saranno i capelli lunghi e neri, il mio visetto dolce e malizioso, il mio corpo credo piuttosto sensuale, perchè morbido e sinuoso..non ho difficolta ad ammettere che sono sempre stata qualche chilo sopra peso, poca roba, ma abbastanza da rendermi "appetitosa" per gli uomini, negli anni mi sono fatta l'idea che in me si possa vedere il prototipo della "femmina da letto"..

 

Da quando ho fatto sesso per la prima volta, a 19 anni e quindi un po' in ritardo rispetto a tutte le mie amiche, è stato come se dovessi obbedire ad una escalation di interesse per le situazioni prima solo pruriginose, poi sempre più perverse, fino ad arrivare ad un momento preciso di rottura, improvviso, in cui i miei limiti, morali e "personali", le inibizioni che prima mi possedevano, sono del tutto scomparse, rivelando a me stessa e agli altri il rovescio della mia medaglia...

 

Questo è il racconto dei miei primi passi in quella direzione..

 

Allora, in quel periodo avevo questa fantasia ricorrente, che alla fine era diventata un'ossessione.. tutto era cominciato quella volta che il mio ragazzo, Marco, si era inventato una situazione particolare: io ero una puttana e lui mi doveva abbordare , avremmo contrattato , e poi saremmo andati a scopare... lo facemmo nel parcheggio sotto casa mia, come un gioco, ma la cosa venne davvero troppo bene, e quando scopammo venni come non mai... ma la cosa che mi eccitò di più fu che dopo aver scopato lui mi dette 20 euro, mi fece scendere e mi salutò appena, andandosene con l'auto... rimasi per qualche minuto sotto casa un po' stordita con la banconota in mano, e mi accorsi che quel gioco mi era piaciuto un po' troppo.

 

Da allora non facevo altro che fantasticare di come sarebbe stato farlo veramente, battere sulla strada, dico, e farmi abbordare da degli sconosciuti. Ci pensai così tanto che alla fine decisi di farlo, era una pazzia, lo so, ma tutti abbiamo un lato oscuro che a volte ci obbliga a fare certe cose da matti, no? Un Giovedì sera che non uscivo con Marco, era estate, mi vestii con la minigonna più corta che avevo, con una cannottierina rossa che mi copriva appena le tette -senza reggipetto- e lasciava scoperto l'ombelico e un paio di stivali neri che arrivavno sotto il ginocchio... per uscire e non farmi vedere dai miei in quelle condizioni, mi misi il cappottino di jeans lungo, salutai di corsa ed uscii, seguita dal grido di mia mamma

 

- "Ti farà caldo con quel cappotto!"

 

Montai in macchina e andai verso la periferia della città che distava circa 60 km dal mio paesello... sapevo dove stavano le prostitute perché ne avevo sentito parlare in giro...

 

Arrivai in zona, e parcheggiai l'auto.., mi tolsi il cappotto e rimasi seminuda, per sentirmi ancora più perversa, mi tolsi anche le mutandine di pizzo nero... mi imposi di far finta di essere una ragazza dell'est, per non destare sospetti, e mentre camminavo sul marciapiede provai a dire qualche parola imitando un accento vagamente slavo... Mi piazzai ad una certa distanza dalle altre ragazze, per non avere problemi e mi misi a passeggiare avanti e indietro sul lato della strada, sculettando più che potevo... avevo paura e un po' tremavo, ma quando passarono alcune auto piene di ragazzi, che mi gridarono volgarità e apprezzamenti, l'eccitazione tornò a salire e a coprire tutto il resto! Dopo un quarto d'ora di attesa si fermò la prima auto... era un tizio sulla quarantina, con un po' di pancetta che sporgeva sotto il maglione, non bello... mi disse solo

 

- "sali!, dai".

 

Lo feci, con il cuore che mi batteva a mille, con le gambe molli, quasi terrorizzata... mi chiese se andavano bene 40 euro, feci cenno di sì e lui partì, fermandosi quasi subito in un parcheggio buio e un po' nascosto... mi mise la mano sul ginocchio e iniziò a accarezzarmi le cosce nude e intanto mi diceva che ero carina, che gli piacevo... avevo paura, stavo immobile, finchè lui improvvisamente non tirò fuori l'uccello: era già duro, e grosso, molto molto grosso, mi prese la mano e se la portò lì... cominciai a menarlo su e giù e la paura mi passava ogni secondo di più, iniziai subito a bagnarmi... prese un preservativo dal cruscotto, se lo infilò rapidamente e mi disse:

 

- "dai che aspetti, coraggio bambolina" e fece gesto di avvicinarmi...

 

lo presi in bocca e iniziai a succhiarlo e ad ingoiarlo sempre di più, il contatto con quel membro sconosciuto mi fece andare quasi fuori di me, lui mi toccava il culo e si avvicinò alla mia passerina... quando si accorse che non avevo le mutandine mi disse:

 

- "ma allora sei proprio una maialina, ti piace eh?dimmi che ti piace!"

 

feci di sì con la testa mentre lo pompavo, ed era vero, mi piaceva da matti! ...con una mano mi toccava rozzamente la fica che era ultra bagnata, e con l'altra mi spingeva la testa verso di sé, sempre più velocemente, io lo assecondavo e godevo, godevo tanto davvero e mi piaceva... dopo pochissimo mi spinse la testa con forza, e sentii da come pulsava il suo arnese dentro la mia bocca che stava venendo... quando finì mi alzai, mi disse:

 

- "brava, spero davvero di ritrovarti uno di questi giorni."

 

si tolse il preservativo e si rivestì in fretta, senza dire nient'altro, mi riportò dove mi aveva trovato, mi dette 40 euro ("va bene, no?") e mi aprì la portiera da dentro, salutandomi con un cenno della mano, ripartì sgommando..

 

Come mi sentivo non lo so, ero confusa e le ginocchia mi facevano giacomo giacomo... pensai di rimontare in auto e andarmene alla svelta, ma non me ne dettero il tempo... si fermò subito un altra auto... a bordo, tre ragazzi giovani, sui 25-26 anni, quello che aprì il finestrino era davvero carino con i capelli a spazzola e gli occhi chiari

 

-"ciao bella, quanto vuoi per tutti?"

 

Non sapevo che dire ..erano tre! Non avevo pensato che sarebbe potuto succedere... ma gli uomini vanno con le puttane a tre per volta? Oddio! E adesso cosa dovevo fare?

 

- "Dai, domani il mio amico parte per il militare..ti diamo cento euro e ti facciamo divertire, che ne dici?"

 

- "Dai -disse quello seduto dietro aprendo il finestrino- sei la più bella di tutte, qua!"

 

Detti un occhiata dietro, e anche lui era belloccio..dissi

 

- "va bene 100 euro"

 

con finto accento slavo, aprii la portiera dietro e montai ...mi chiedevo:"ma che stai facendo, ma che stai facendo???" Appena dentro mi chiesero se andava bene andare in casa di uno di loro, poco lontano... va bene dissi con la voce incrinata... ("ma che stai facendo??") Arrivammo rapidamente, nessuno aveva detto niente nel viaggio...

 

La casa era una villetta isolata nella campagna a ridosso della zona industriale, con un breve vialetto d'accesso... adesso avevo davvero paura, cosa mi sarebbe successo, perchè ero sata così pazza?? Entrammo in casa, ben arredata, con tutto l'aspetto di un pied-a-terre di lusso, mi fecero accomodare sul divano e loro si misero davanti a me, seduti sul tavolo.

 

- "Dai spogliati, troia"

 

disse il primo con voce calma. Avrei dovuto offendermi..non fu così, per niente, anzi!

 

- "Dai, avanti"

 

Allora lo feci, allargai le gambe e tirai su la gonna, sprofondando sul divano e facendogliela vedere, dicendo con voce rotta:

 

- "Dillo ancora.."

 

Si guardarono

 

- "Sei una troia , devi restare nuda"

 

Mi spogliai del tutto, lentamente,e restai solo con gli stivali. Mi toccai le tette stringendole, e la fica... sentirmi dare della troia mi aveva sconvolto, aveva toccato qualcosa dentro di me, mi aveva ferito e per questo mi era piaciuto... allora si spogliarono anche loro, completamente, e mi furono addosso, mi toccavano dappertutto, mi aprivano le gambe, mi mordevano le tette, sentire tutte quelle mani quelle bocche e tutta quella carne addosso mi fece andare di fuori, sospiravo e gemevo, presi nelle due mani due cazzi e li agitai forte, mentre il terzo mi aveva messo due dita dentro e le muoveva con forza su e giù... mi ricordai per fortuna di far mettere i preservativi, mi misi in ginocchio sul tappeto ai piedi del divano...

 

Loro mi stavano davanti in piedi e io prendevo in bocca i loro uccelli ritti, uno alla volta... i ragazzi me ne dicevano di tutti i colori, e più me ne dicevano più impazzivo, più ne volevo... loro ridevano e urlavano, ad un certo punto tentarono di mettermene due contemporanemanete in bocca, dovevo avere il volto sfigurato, ma mi lasciavo fare tutto... mi presero, e mi appoggiarono sul tavolo con la pancia in giù... il primo me lo infilò di botto e dette subito dei colpi veloci e forti, dissi sottovoce:

 

- "finalmente"

 

e sentivo che si davano rapidamente il cambio dentro di me, sentivo la differenza tra i vari movimenti, mi prendevano per i fianchi e mi tiravano verso di loro, mi tiravano i capelli indietro, mi davano pacche sul culo e io mi facevo fare tutto di tutto, lo volevo, mi piaceva... ad un certo punto uno disse..

 

- "aspettate"

 

..mi aprì le natiche e mi sputò sul culo, sentii anche altri sputi degli altri che mi colpivano lì, sulle natiche, sulla schiena, e provai a dire

 

- "no, no, lì no"

 

accennai ad alzarmi ma mi sbatterono nuovamente giù con una spinta, uno mi teneva con forza, con una mano, la pancia premuta sul tavolo... sentii che un qualcosa mi entrava appena nel culetto, lo avevo fatto poche volte con Marco perchè mi faceva sempre male, ma quella volta aprii la bocca e presi fiato, e sentivo che mi entrava sempre più dentro senza darmi fastidio, allargai un po' le gambe, ed entrò tutto, stette un po' fermo, poi cominciò ad andare avanti e indietro avanti e indietro e mi uscì un gemito soffocato e allora sentii che lui accelerava ed iniziai ad urlare e venni tanto, ma tanto che quando lui si fermò ed uscì, mi tremavano le gambe!

 

Allora mi girarono a faccia in su, e iniziarono a darsi il cambio per scoparmi nel culo e nella fica come volevano e sentii che mi dicevano:

 

- "ma guarda che troia", "prendi maiala", "ti sfondo il culo","guarda che fica slabbrata che ha questa"

 

e io non pensavo a niente perchè mi piaceva e non volevo pensare a niente di niente ..alla fine mi dettero una mano e mi alzarono, mi misero seduta sul divano con la testa appoggiata sullo schienale, istintivamente aprii la bocca, mi montarono sopra e mi scoparono anche lì e sentivo tutti i miei sapori sui loro cazzi inguainati, e se ne vennero uno alla volta dentro la mia bocca, e mi trovai a pensare a quanto sarebbe stato bello poter bere il loro sperma, mio dio, quanto sarebbe stato bello...

 

Quando tutto fu finito,tutti si buttarono sul divano accanto a me, che ero proprio sfinita, e continuarono per un po' a toccarmi le tette e in mezzo alle gambe, poi ci rivestimmo un po' in silenzio, i ragazzi ancora ridacchiavano e si davano delle gomitate indicandomi con cenni della testa, mi sentivo umiliata, sporca, ma non riuscivo a sentrimi in colpa.... uscimmo da lì che erano le due di notte, montai in macchina dietro, insieme a quello carino con i capelli ritti, che per i dieci minuti del viaggio continuò a infilarmi le dita nella fichetta stanca... mi dava fastidio, ma lo lasciavo fare, allargando le gambe, tanto ero distrutta e passiva ...arrivati sul viale mi dettero centocinquanta euro invece dei previsti cento, mi dissero che me li ero guadagnati, che ero stupenda, che speravano di ritrovarmi, smontai dalla loro auto, ci salutammo, e ripartirono, era tutto così irreale... mi avviai lentamente verso la macchina... ma quella serata non era destinata a finire!

 

Mentre camminavo mi resi conto delle condizioni in cui ero... il culo mi faceva un male da morire, la fica era talmente bagnata i che colava lungo le cosce, le tette erano indolenzite per i modi bruschi con cui erano state trattate, ed ero sicura che mi stavano venendo lividi sulle braccia perchè per tutta la sera ero stata afferrata, strattonata, spinta... Pensavo a quello che avevo fatto, a quanto mi era piaciuto, ero un po' impaurita per aver tratto piacere da situazioni così perverse e anormali... chi o che cosa ero diventata? e cosa avrei fatto d'ora in poi?? Mentre pensavo a queste cose, avanzando a zig zag e zoppicando sui tacchi degli stivali, non mi ero accorta che una macchina stava arrivando a tutta velocità... mi accorsi di loro solo quando vidi lampeggiare una luce blu che mi si affiancò facendo stridere le gomme per la gran frenata... era una macchina della Polizia! Adesso ero vermamente nella merda!! Mi immobilizai sul marciapiede e i due poliziotti scesero, uno era alto con le spalle incredibilmente larghe e non potei far a meno, anche in quel frangente, di notare che era carino, l'altro più basso, con un odioso pizzo che gli scolpiva la faccia in un eterna smorfia crudele...

 

- "Buonasera" "Ci favorisca i documenti e il permesso di soggiorno!"

 

Ero talmente impaurita che non riuscivo a parlare, gli occhi mi si riempirono di lacrime, e stetti a fissarli con gli occhi spalancati con le braccia strette sotto il seno, incapace di pensare cosa dire o fare, come comportarmi.

 

- "Signorina, ha capito cosa le abbiamo chiesto?"

 

- Provai a parlare "Io...io..non sono una prostiuta.."

 

- "Questo lo ha detto lei, non noi... lei è italiana?"

 

Risposi di sì, e che avevo avuto un guasto alla macchina, adesso era tutto a posto e non avevo problemi e stavo tornando a casa... ma dalle loro facce scettiche capivo che non li convincevo affatto.. Quello alto cominciò:

 

- "Lei è in una zona frequentata da prostitute, purtroppo siamo obbligati a chiederle i documenti e a fare una perquisizione.."

- "Le garantisco che è solo una formalità, cerchi di capire e faremo in fretta..."

 

Quelli sapevano benissimo che non ero lì per un guasto dell'auto, tra l'altro il mio abbigliamento lo avrebbe reso chiaro a chiunque,ma ero altrettanto sicura che in ogni caso non avrebbero potuto farmi niente... ero solo una ragazza senza precedenti vestita in modo eccentrico che camminava verso la sua auto... decisi comunque di fare quello che dicevano per fare più veloce possibile e non avere guai... mi accompagnarono a piedi alla mia auto, che era a pochi metri di distanza... mentre entravo nell'abitacolo per prendere i documenti feci un movimento sbagliato... la gonna si impigliò nel seggiolino e salì fino alla vita, rivelando alle torce esterrefatte dei due agenti la mia fichetta nuda... arrossii e mi affrettai a coprirmi, ma quando alzai gli occhi vidi che i due agenti si guardavano stupiti, sorridendo... questo mi fece provare un brivido lungo la schiena, di imbarazzo e di piacere allo stesso tempo... adesso era provato oltre ogni ragionevole dubbio il motivo per cui ero lì... probabilmente mi avrebbero fatto perdere un altro po' di tempo, ma niente di più... consegani i documenti e uscii dalla macchina.

 

Il poliziotto alto, quello con delle belle spalle, mi disse di mettermi con le mani appoggiate sul tettino e di allargare le gambe... poi fece con voce bassa:

 

- "Permette?"

 

in teoria avrei potuto rifiutarmi di essere perquista da un uomo, ma essere in quella posizione e pensare di essere toccata in quel modo fece salire di nuovo la mia eccitazione, e quella che ormai ammettevo essere una perversione masochista... feci appena segno di sì con la testa, e lui iniziò lentamente a toccarmi gli stivali con le mani coperte dai guanti di pelle, salì indugiando un po' troppo sopra il ginocchio, dove iniziava la coscia nuda, poi salì verso il culo coperto a malapena dalla mini, senza molti riguardi e premendo troppo, passò sul davanti ed incontrò la piccola tasca dove tenevo i soldi che mi erano stati dati dai miei "clienti"

 

- "Svuoti quella tasca.."

 

La aprii e tirai fuori i 190 euro... Mi guardò da sotto il cappello, senza dire niente... Quella perquisizione mi doveva aver fatto salire la temperatura di qualche grado, mi sentivo avvampare... poi, l'idea che quei poliziotti mi avessero presa per una puttana professionista stimolava ancora di più la mia fantasia, la mia voglia di essere totalmente porca e disinibita ...o era solo il bisogno di essere usata, di sentirmi un oggetto, in balia di qualcuno?

 

Cominciavo a sentirmi strana, le prime avvisaglie di rimorso cominciai ad averle mentre mi salutarono. Prima di andarsene quello col pizzetto mi disse:

 

- "Mi raccomando..lei è una bella ragazza, non si sciupi così."

 

Entrai in auto e per prima cosa mi rimisi le mutandine... ero pentita? No! Non lo ero... però avevo paura... quella sera avevo fatto cose, traendone un enrome piacere, che fino al giorno prima mi avrebbero fatto schifo anche a sentirle raccontare... cosa ero diventata? Cosa sarei diventata? Quella notte mi avrebbe cambiata? Sarei riuscita a rimanere la brava ragazza di prima, la ragazza semplice e a cui piace il sesso "normale"?

 

Quando arrivai a casa, nonostante l'ora, mi misi a fare il bagno... riempii la vasca e ci scivolai dentro... addosso sentivo ancora tutti i sapori, gli odori di quella serata...chiusi gli occhi e mi si affacciarono nella mente l'immagine dell'uomo a cui avevo fatto un pompino per soldi, dei tre ragazzi che mi avevano scopato sul tavolo di casa di uno di loro... inarrestabile, inesorabile, l'eccitazione salì di nuovo, sentii che la fica mi si bagnava, come se ne chiedesse ancora, e seppi immediatamente la risposta alla domanda che mi ero posata prima, in auto... Sarei riuscita a rimanere la brava ragazza di prima? La risposta era no, ero andata troppo oltre, non sarei riuscita a fermarmi, forse a limitarmi, ma non a fermarmi..

 

 

Sabrina

 

 

 

 

sentire tutte quelle mani quelle bocche e tutta quella carne addosso mi fece andare di fuori, sospiravo e gemevo

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