Era stata una di quelle giornate così piene di studio da non aver avuto a disposizione nemmeno un minuto libero. E adesso, a fine pomeriggio, la stanchezza iniziava a farsi sentire. In più il caldo afoso di quella giornata estiva non aiutava certamente. Avrei avuto solo bisogno di una doccia, una cena veloce e poi a letto presto. Purtroppo, era stata invitata ad una cena di compleanno di un amico ed era troppo tardi per tirarsi indietro.
Riposi tutti i libri e corsi sotto la doccia fresca, per rilassarmi un po’.
Fatta quella, decisi di indossare un tubino nero e sandali; visto che dovevo uscire, tanto valeva che mi rendessi presentabile. Lisciai i miei capelli lunghi e mi truccai in maniera leggera: l’abbronzatura aveva già colorato il mio viso e non c’era bisogno di altro.
Arrivai al ristorante e trovai già presenti gran parte dei miei amici e amiche più altri ragazzi che non avevo mai visto, probabilmente amici del festeggiato. Dopo saluti vari, presentazioni e dopo che furono arrivati tutti ci decidemmo ad entrare.
All’interno ci avevano riservato una parte del ristorante solo per noi, vista la quantità degli invitati. Iniziammo a prendere i posti e io, alla mia sinistra, mi ritrovai un ragazzo che non avevo mai visto. Era molto bello: sarà stato alto 1.80, capelli castani pettinati con il gel e occhi azzurri. Ma la cosa più bella era il suo sorriso che mi affascinò da subito.
Dopo aver scambiato due chiacchiere con i miei amici che si trovavano di fronte a me, mi voltai verso questo ragazzo che subito si presentò come Francesco, un compagno di università del festeggiato. Iniziammo a chiacchierare per conoscerci meglio: scuola, università, interessi, ecc..
Era un ragazzo molto simpatico, gentile e disponibile. In più, non riuscivo a togliere lo sguardo da quel suo sorriso stupendo.
I miei amici iniziarono subito a fare battutine su noi due e, mentre io arrossivo visibilmente, Francesco sorrise, accarezzandomi una guancia. La carezza che aveva lo scopo di calmarmi, provocò l’effetto contrario: le mie guance divennero ancora più rosse e sentivo la mia pelle che scottava.
Ormai sembrava che a quel tavolo esistessimo solo noi due; non riuscivamo a staccarci gli occhi di dosso e, mentre la cena proseguiva, la confidenza con il ragazzo aumentava: sembrava che ci conoscessimo da sempre.
Eravamo ormai al secondo e un po’ per il vino, un po’ per l’eccitazione io mi sentivo la testa così leggera che non mi accorsi della mano di Francesco che accarezzava la mia coscia, fino a quando non lo sentii percorrere il mio interno coscia. Mi girai verso di lui, sorpresa e un po’ imbarazzata; ma lui mi guardò con quei suoi occhi azzurri, sorridendomi, e io non capii più nulla.
In men che non si dica mi aveva fatto allargare le gambe e sentivo le sue dita che premevano sulla stoffa del mio perizoma. Ero molto eccitata e, con grande imbarazzo, sentivo che stavo iniziando a bagnarmi notevolmente.
Francesco, facendo finta di nulla, continuava a parlare con gli altri, mentre io me ne stavo zitta, frastornata. Una minima parola e tutti si sarebbero accorti del mio respiro irregolare.
Le dita di Francesco avevano ormai scostato il perizoma e stavano stuzzicando il clitoride. Fece scivolare due dita dentro di me, alternando questi movimenti a movimenti circolari intorno al mio clitoride. Sentivo l’orgasmo crescere dentro di me, mentre stringevo il bordo della tovaglia, cercando di trattenermi e non farmi accorgere di quello che stava accadendo.
Francesco si accorse che stavo per venire smise di accarezzarmi, lasciandomi confusa, eccitata e con molta voglia addosso. Fu solo quando arrivò il momento del dolce che tutti erano distratti che tornò a toccarmi, questa volta provocandomi un orgasmo molto intenso; l’imbarazzo, la paura di essere scoperti avevano accresciuto il mio piacere.
Mi alzai dal tavolo con la scusa di andare in bagno. Mi domandavo se davvero nessuno si fosse accorto di nulla: avevo le guance in fuoco e gli occhi che brillavano dal recente piacere.
Cercai di bagnarmi con un po’ di acqua fredda per cercare di riprendermi, quando sentii alle mie spalle la porta che si apriva e vidi nello specchio che si trattava di Francesco. Chiuse la porta a chiave e, senza dire nulla, mi voltò verso di se ed iniziò a baciarmi con passione, toccando tutto il mio corpo. Io risposi al bacio e iniziai a far scorrere le mie mani sotto la sua camicia, dove trovai un corpo caldo e ben scolpito. Sentivo la sua erezione che premeva contro di me.
La mia mente ormai non era più in grado di capire qualcosa. Mentre continuavo a baciarlo con foga, lui aprì i suoi pantaloni, lasciando scoperto il suo pene eretto.
Fu allora che io mi inginocchiai, prendendolo in bocca. Sentivo il suo respiro affannoso mentre facevo scorrere la mia bocca in su e giù, leccandolo tutto. Mi piaceva, e volevo dare il meglio di me.
Ma quando il suo orgasmo si stava avvicinando, mi alzò e mi fece sedere sul piano di marmo del bagno, a gambe aperte. Continuando a baciarmi e a toccare il mio seno mi penetrò con forza, facendo entrare il suo pene tutto dentro di me.
Mi teneva per i glutei, lasciando che le mie gambe fossero ben aperte.
Il suo pene era duro e grande, e mi stava già portando verso un altro orgasmo. Bastarono pochi colpi ancora perché io venissi, abbandonandomi contro di lui e continuando muovermi perché anche lui arrivasse al suo orgasmo.
Anche lui non tardò a venire, uscendo appena in tempo da dentro di me.
Restammo per alcuni secondi così… immobili, abbracciati, ripensando a quella fantastica esperienza.
Sognatrice
I miei racconti sono solo frutto della mia fantasia. Per chiacchiere, critiche, commenti: imiei-sogni@hotmail.it

