ANNA - La Scommessa

Ero arrabbiata...

- “Scommettiamo che io non sono quella che tu dici? Tu continui a dire che non sono calda, che no ho fantasie, che non riesco mai a fare nulla di nuovo, di provocante, che non prendo mai l’iniziativa... insomma mi dipingi come una “mattonella” fredda. Scommettiamo che se voglio mi faccio scopare da uno dei presenti!”

 

- “Scommettiamo che io, per farti vedere che non sono frigida, come dici, che non è vero che non amo le situazione che tu chiami “particolari”, mi alzo e mi scopo un perfetto sconosciuto? Ti basta? So dimostrarti che non sono così ingenua, schizzinosa e tutte quelle stronzate che mi dici sempre!”

 

- "Ma va -ridacchiava mio marito- sei troppo allergica ad ogni novità sessuale. Figuriamoci se ora ti rimorchi uno e te lo scopi...”

 

Ero davvero troppo incazzata, odiavo quel suo sorrisetto scemo. Mi sono alzata, con passo deciso mi sono diretta verso due uomini seduti ad un tavolo vicino, mio marito non ha detto una sillaba, è restato ad osservarmi.

 

Giunta al tavolo, mi sono seduta da un lato,

- “Scusate se vi disturbo, ma ho appena litigato con il mio uomo. Posso tenervi compagnia?”

- “Certamente” mi ha detto il più alto dei due.

- “Ma il suo uomo è qui?”

- “Sì. È seduto in fondo alla sala, e siccome si è comportato da stronzo, lo voglio punire.”

- “E come?” mi ha chiesto uno.

Ho sorriso e ho aperto un pacchetto di grissini, e mordicchiandone uno con fare un tantino sexy:

- “Non so... dipende.... da voi”

I due mi hanno fissata increduli, mi sono sentita abbastanza scema, ma dovevo punire una volte per tutte quello stronzo di mio marito.

 

- “Come mai soli?”

I due hanno sorriso, uno di loro ha risposto:

- “Ma lei cosa cerca?”

- “Ho scommesso con il mio uomo che sarei stata capace di rimorchiare qualcuno”.

I due si sono guardati negli occhi sempre più sorpresi.

- “Ma... è uno scherzo?.... Oppure lei....”

 

- “No, no, Non temete... Non sono una mercenaria. Il problema è che quello stronzo continua a offendermi. Mi descrive come una sciacquetta, per niente sexy, incapace di qualunque fantasia e iniziativa erotica... che sono una frana e che non sarei capace di accalappiare un uomo... Voi che dite?”

 

I due mi hanno osservata attentamente:

- “Lei è una bella donna... Però se suo marito si lamenta avrà i suoi buoni motivi...”

Solidarietà maschile, mi irritava ancora di più!

 

Dovevo agire, non potevo fallire e darla vinta a mio marito. Mi sono sfilata una scarpa, ho sollevato la gamba, e col mio piedino ben curato, sono andata a toccare in mezzo alle gambe l’uomo che aveva parlato.

 

- “Per me è uno stronzo... -ribatto- Eppoi, basta con il lei, diamoci del tu...."

- “A prima vista si direbbe che sei una donna che ci sa fare...”

 

Mi sono spostata in modo da vedere meglio mio marito, che mi fissava ridacchiando. Lo odio quando fa così! Ho ripreso a massaggiare leggermente con il piede i genitali dell’uomo che avevo di fronte, sentivo che si stava eccitando, accompagnandomi con un leggero movimento pelvico... bene.

 

- “Siete sposati?”

Ho chiesto, osservando le mani, che mettevano in risalto le fedi nuziali.

- “Sì. Le nostre mogli sono ad una cena tra colleghe di lavoro, e noi poveri maschietti, ci siamo ritrovati soli soletti...”

 

- “Poverini....”

intanto ero scesa con la mano destra sotto il tavolo e stavo accarezzando la patta dei pantaloni dell’altro seduto al mio fianco. Mio marito, cominciava a capire che sotto il tavolo stava succedendo qualcosa, iniziava ad agitarsi...

 

I due si sono affrettati a chiedere il conto e a pagare, poi mi hanno guardata, come in attesa di istruzioni.

- “Che facciamo?”

ha chiesto uno e io ho risposto:

- “Dove andiamo a scopare?”

I due, sentendo una risposta così esplicita, hanno avuto un sussulto.

- “Possiamo andare nel motel qui vicino...”

 

- “Perfetto!” ho risposto sorridendo.

Mi sono alzata in piedi, mi sono rinfilata la scarpa e ho detto:

- “Su, andiamo?”

 

Si sono alzati di scatto, seguendomi verso l’uscita, sono salita sulla loro auto:

- “allora al motel...?” ha chiesto l’uomo al volante.

Con uno sguardo di ghiaccio ho annuito con la testa, l’uomo ha messo in moto e siamo partiti.

 

Che elegante uscita di scena, che splendida figura con mio marito, ero fiera di me!

Appena lasciato il locale, però, ho cominciato a sentire disagio e paura. Ero salita su un’auto con degli sconosciuti... vedendo la cosa sotto questo aspetto, avrei voluto scendere e tornare subito da mio marito. Mentre in auto uscivamo dal parcheggio, continuavo a fissare la porta d’ingresso del locale, pregavo quasi che lui comparisse per fermarmi.

 

Dopo pochi chilometri l’auto si è infilata nel motel, ha parcheggiato davanti alla stanza, e uno di loro è sceso.

- “Su scendi, che entriamo”

ha detto uno dei due, mentre l'altro era andato a procurarsi la chiave della stanza, io ero diventata silenziosa; lui allora mi ha presa per mano e mi ha fatta scendere, lo seguivo ma avevo una voglia matta di scappare.

 

Una volta nella stanza, i due erano già su di giri: hanno iniziato a slacciarsi i pantaloni, e gli slip evidenziavano le protuberanze oscene dei loro membri, che già pulsavano di desiderio.

 

Io mi sono seduta sul letto, in silenzio:

- “Che fai? Non parli più adesso? Non avrai cambiato idea!”

Hanno cominciato a dire con tono lagnoso.

- “...E NO CAZZO! Non puoi farci questo! Siamo arrapatissimi, prima ci provochi ed adesso ci vuoi scaricare così?”

- "abbiamo anche pagato il motel"

 

Mi rendevo conto della situazione. In quel momento sarei voluta sparire dalla faccia della terra, ma mi trovavo costretta a ballare quella musica che io stessa avevo richiesto. Forse alla fine dovevo arrendermi e dar ragione a mio marito...?

 

Ero ammutolita, a quel punto uno dei due si è seduto accanto a me e ha iniziato a slacciarmi la camicetta, Io lo lasciavo fare. Poi è stato il turno del reggiseno, che una volta caduto ha rivelato quelle tette di cui vado ancora molto orgogliosa, malgrado la gravidanza.

 

Poi mi ha fatta sdraiare sul letto e ha iniziato al leccarmi i capezzoli con cura, mentre l'amico si era già spogliato completamente, esibendo una piena erezione. Quello si è inginocchiato sul letto accanto a me, e ha guidato la mia mano verso il suo pene, che teneva puntato verso di me, come un'arma.

 

Me l'ero cercata io quella situazione assurda e speravo finisse prima possibile. Così, per affrettare i tempi, ho iniziato a toccarlo; era una sensazione tattile tutto sommato piacevole, aveva una consistenza diversa da quello di mio marito, era più solido e nodoso.

Incoraggiata dall'uomo l'ho portato alla bocca e subito mi sono messa a succhiarlo di buona lena: speravo che avesse presto un orgasmo e mi lasciasse in pace.

 

La situazione era surreale... Pochi minuti prima ero seduta al tavolo, a cena con mio marito, ora ero distesa su un letto, accanto a uno sconosciuto, con il suo cazzo in bocca.

 

Anche l'altro intanto si era spogliato, si era avvicinato e aveva cominciato a slacciarmi la gonna. Quello era il momento di decidere se concedermi totalmente a loro o sperare di cavarmela con un paio di pompini.

Ho cercato di resistere e ho detto:

- “No, no, solo con la bocca e le tette, e basta!”

- “si ok va bene ma spogliati anche tu, noi siamo nudi”  ha replicato l'altro.

Io mi sono guardata attorno, sognavo di vedere irrompere la figura di mio marito che arrivava, come gli eroi dei film, giusto in tempo per salvarmi da quel pasticcio, ma purtroppo non era lì.

 

Ho inarcato il bacino per agevolarlo, mentre mi sfilava prima la gonna e poi le mutandine. Ecco, era caduta anche l'ultima difesa, ero completamente nuda, esposta alle loro voglie...

Quella mattina mi ero anche depilata, per farmi bella col mio uomo, ed ora ad apprezzare quel dettaglio c'erano due estranei, che mostravano di gradire la sorpresa.

 

Ho cercato di non pensarci e ho ripreso a succhiare quel membro robusto e nodoso, così diverso da quello del mio uomo, con cui ero abituata da anni.

 

Tutto questo mentre l'altro stava dedicando le sue attenzioni alla mia zona off-limit!

- "Avevo detto di no, lì no!" ho protestato.

- "Non vorrai far godere solo noi, hai una figa così bella..."

mi ha risposto quello, con tono disarmante. In effetti ero bagnata...

Con due dita ha aperto le labbra del mio sesso e mi ha fatto spalancare in modo osceno le gambe, facendomi piegare anche le ginocchia, per leccarmi meglio la passera e il bucchetto.

 

Ha continuato a lavorarmi a lungo, leccando, con gran piacere mio ma, devo dire, anche suo; ha infilato prima due, poi quattro dita, era davvero bravo, ci sapeva fare. Fatico a confessarlo, ma la cosa mi stava eccitando non poco, ero grondante di umori. Stavo svelando forse un lato nascosto della mia personalità?

 

Ad un certo punto si è alzato e si è messo un preservativo, speravo non arrivasse a tanto:

- “Avevo detto solo con la bocca!”

- “Dai, su, ne hai voglia anche tu, si vede chiaramente!”

E mentre mi rispondeva con quel tono impertinente, si andava a posizionare davanti alla mia passerotta bagnatissima, sbandierando il suo bell'arnese già "carico" e pronto per l'uso.

 

Mi fa rabbia ammetterlo ma aveva ragione: anch'io avevo una gran voglia...

Perciò l'ho lasciato fare. Lui l'ha appoggiato ed è scivolato dentro con estrema facilità, visto la lubrificazione abbondante.

 

Da quel momento è passata circa un'ora, durante la quale i due mi hanno scopata a turno, senza ritegno, e mi hanno pesa in tutte le posizioni che conoscevo, più qualcuna nuova, che dovrei insegnare a mio marito... avevano un repertorio interminabile.

 

Non ero a mio agio in quella situazione, non lo sarei stata neanche con un estraneo, figuriamoci con due... ma a forza di insistere, alla fine io sono venuta una prima e una seconda volta, e loro pure. Di solito a quel punto con mio marito smettiamo, ma in quella situazione non potevo, quei due sembravano indemoniati. Si erano come scatenati in una gara a chi mi faceva godere di più.

 

Era come un orgasmo leggero, continuo, che non calava mai completamente, per poi risalire.

- "Direi sei pronta per una doppia penetrazione!"

ha detto a un certo punto uno dei due.

La cosa lì per lì mi ha mandata in confusione.

 

Prima che potessi reagire, mi hanno sistemata sopra uno dei due.

I profilattici erano finiti, ma ormai non importava più niente a nessuno. Il primo ha fatto scivolare subito il suo membro dentro di me, l'altro mi è arrivato da dietro, e pensavo mirasse al mio buchetto, invece ha puntato il suo arnese nodoso più in basso, accanto a quello dell'amico, si è fatto largo con due dita nel varco già occupato, e poi ha iniziato a puntare e forzare con la sua cappella, finché non l'ho sentito entrare tutto!

 

Mi sono sentita aprire in due come una mela, sono rimasta senza fiato per almeno una diecina di secondi, fino a quando entrambi hanno cominciato a muoversi e a scoparmi. Purtroppo devo confessare che ho preso a godere come una vacca, la bocca spalancata e gli occhi chiusi, non capivo più niente, era una cosa bellissima, oltre a scoparmi assieme, mi accarezzavano e palpavano, mi sembrava di fare l'amore con un uomo unico, che aveva due cazzi e quattro mani.

 

Alla fine sono venuta, in un orgasmo violento e devastante, un orgasmo lunghissimo, interminabile, non finivo più di gridare di piacere, ero talemente bagnata che grondavo, loro hanno accelerato il ritmo e, come fossero in simbiosi, li ho sentiti pulsare tutti e due dentro di me.

Ero terrorizzata che, ormai fuori controllo, mi riempissero col loro sperma, ma un attimo prima che ciò accadesse erano già fuori.

 

Mi hanno distesa sul letto, supina a gambe aperte, e si sono precipitati su di me. Io avevo ancora le contrazioni e la bocca spalancata in un ansimare affannoso, un lamento che non riuscivo a fermare, ed ero pronta ad accogliere il loro orgasmo; volevo restituire tutto il piacere che mi avevano saputo dare. Così li ho succhiati avidamente ancora e ancora, finché non mi hanno scaricato il loro seme, prima uno e poi l'altro, nella gola, sulla bocca, sul viso, tra i capelli, e ovunque i getti caldi andavano a cadere. Era come ricevere un torrente in piena, sentivo i loro schizzi inondarmi.

 

Non avevo mai fatto una porcata del genere, neanche con mio marito, ma in quel momento mi pareva la cosa più normale del mondo. Bevevo tutto quello che arrivava dai loro orgasmi, raccoglievo con le dita e leccavo tutto quello che andava disperso.

 

Seguirono lunghi minuti di silenzio.

 

Alla fine mi alzai non riuscivo quasi a reggermi in piedi. Avevo la passera dolorante, mi sembrava in fiamme; Ero in stato confusionale: la cosa strana è che provavo vergogna per essermi degradata e umiliata con quegli estranei, ma nel frattempo ero appagata e felice di averlo fatto!

 

Ci siamo rivestiti e mi hanno riaccompagnata a casa, con la promessa che ci saremmo rivisti. Sono salita sopra, e ho trovato mio marito che mi stava aspettando; si è accorto subito dell'odore di sesso che emanavo, e come prova finale gli ho sventolato i quattro presevativi, usati e sporchi di sperma che non era il suo.

 

Non potrà mai dirmi nulla, lui ha accettato la scommessa e io l'ho vinta!

 

Da quel momento la nostra vita è cambiata, in meglio ovviamente.

 

 

Anna

 

 

altri mie vicende le puoi leggere su I Racconti di Milù

 

Mi sono sentita aprire in due come una mela e sono rimasta senza fiato

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