Natale 2005, infischiandosene dei miei possibili progetti i miei genitori decisero di mandarmi in un minuscolo paesino ai piedi delle alpi a trovare i miei zii che in tutta la mia vita avevo visto 2 o 3 volte. Così il 2 gennaio mi apprestai a partire per la settimana più deprimente della mia vita.
Ma al peggio non c'è mai fine e così mi ritrovai infilata in una famiglia dove il marito crede di essere estremamente simpatico, ma non lo è affatto; la moglie si lamenta continuamente di questo o di quello e il figlio appena diciottenne è schiavo della sua timidezza.
Fortunatamente nella villetta accanto alla loro trascorreva le ferie una simpaticissima ragazza di 25 anni con la quale fraternizzai sin dalla mattina successiva al mio arrivo. Per forza di cose si uni a noi anche il mio giovane e timido cuginetto rendendosi utile come accompagnatore all'interno del paese e come terzo nei giochi di carte.
Dopo 4 giorni di permanenza avevo trovato un certo equilibrio nel mio nuovo ambiente ed ero persino riuscita a sbloccare un po' mio cugino il quale riusciva ogni tanto a dire qualcosa di più di "si" o "no". Anche Fabiana (la vicina) sembrava non disdegnare la nostra compagnia nonostante l'età un po' maggiore ed il fidanzato che la chiamava dalla città ogni ora.
Già dal secondo giorno accadeva quotidianamente un fatto un po' strano: nel bel mezzo della nostra partita a carte da dopo pranzo, mio cugino si alzava e dopo aver chiesto il permesso si chiudeva in bagno per circa mezz'ora. Fabiana sosteneva che la colpa di quanto accadeva fosse nostra, in quanto, complice il riscaldamento troppo alto, giocavamo quelle partite a carte troppo svestite e quindi l'adolescente cugino non resisteva al richiamo della natura e cedeva bene presto al desiderio di masturbarsi.
C'è da dire che questa tesi aveva solide fondamenta in quanto era plausibile che un ragazzino di 18 anni si sentisse sessualmente attratto da me e dalla bella Fabiana. Quest’ultima esibiva lunghissimi capelli rossi che le ricadevano addosso in grossi ricci e boccoli, inoltre possedeva tutte le forme al posto giusto e un paio di chiarissimi occhi verdi; come se ciò non fosse sufficiente si divertiva a stuzzicare il ragazzo raccontando con dovizia di particolari le avventure sessuali di cui si era resa protagonista, mostrandosi spesso in pose provocatorie ed esibendo sempre il perizoma fuori dai pantaloni.
Da parte mia non mi volevo decidere ad accettare la sua tesi come certa, in quanto non potevo che vedere in mio cugino un fanciullo privo di qualunque sessualità. La curiosità si sa è donna e quindi decidemmo di appurare quale fosse la verità; ovviamente questo compito conoscitivo lo assunse di buon grado Fabiana e il quinto giorno della mia permanenza decise di passare all'azione.
Cinque minuti dopo l'allontanamento dell'ignaro cugino, Fabiana si alzò e in punta di piedi raggiunse la porta del bagno, si chinò sulle ginocchia e guardò dalla serratura cosa stesse facendo mio cugino all'interno. Dopo qualche istante tornò al tavolo con un gran sorriso stampato sulla faccia e senza dire nulla fece un inconfondibile gesto con la mano che significava la sua vittoria. Poi mi si accostò e disse:
- “Il tuo cuginetto è messo veramente bene, un affare così grosso non l’avevo mai visto, non puoi certamente perderlo”,
non la lasciai finire dicendo:
- “Ma è sempre mio cugino, non mi interessa quanto l’ha grosso!!!”
Da quel momento guardavo mio cugino con sospetto e quasi fastidio per essersi permesso di deludere le mie aspettative. Ma le sorprese non erano ancora finite...
La mattina dopo sentii i miei zii avvertirmi che sarebbero andati a fare un giro in montagna e che sarebbero tornati nel pomeriggio; non vi feci molto caso e mi rimisi subito a dormire. Fui svegliata circa un'ora dopo dalla frase di mio cugino
- "Ma che fai? No!";
ovviamente la cosa mi incuriosì e decisi di andare a vedere che stava succedendo. La voce proveniva dal salotto e li mi recai, quasi arrivata sentii Fabiana dire:
- "devi stare zitto, non ti permetto di dirmi di no".
Mi sporsi un po' dall'angolo che mi avrebbe portata in salotto e vidi qualcosa di indimenticabile: Fabiana e mio cugino erano seduti sul divanetto di fronte a me e lei gli stava accarezzando la zona pubica attraverso i pantaloni del pigiama, intanto cercava di infilargli la lingua in bocca incontrando però la decisa resistenza di lui. Vedere tutto questo quasi mi terrorizzo e subito mi chinai dietro il comodino che reggeva il telefono, il cuore mi batteva ad un ritmo forsennato e sentivo il respiro venirmi meno.
Lentamente ripresi il controllo di me stessa e mi sporsi leggermente al di sopra del comodino, in questo modo io avrei visto comodamente loro, ma loro non avrebbero visto me. Intanto Fabiana staccandosi dalle labbra del ragazzo disse:
- "Ti prometto che ti divertirai un mondo e se quello che ho visto è vero mi divertirò anch'io"
e dopo aggiunse:
- "Adesso spogliati completamente".
Mio cugino senza dire una parola esegui l'ordine e rimase completamente nudo sul divano. Quello che vidi mi scioccò, il membro di mio cugino era veramente enorme, lungo ben più di 20 centimetri, ma soprattutto largo più di qualunque io ne avessi mai visto. Evidentemente anche Fabiana era stata colpita dai miei stessi pensieri, infatti era rimasta a bocca aperta davanti a tanta abbondanza e dopo un po' disse:
- "E’ persino più grosso di quello che pensavo, ti giuro che uno così non l'avevo mai visto".
Le dimensioni di mio cugino risaltavano ancora di più per il contrasto tra l’eccessiva magrezza del suo fisico e la maestosità del suo sesso che rimaneva teso sotto lo sguardo vigile di Fabiana.
- “Sarà difficile, dopo oggi, tornare a quello del mio fidanzato”
disse la ragazza mentre con entrambe le mani aveva iniziato a masturbarlo; intanto mio cugino fissava il suo membro che veniva masturbato, probabilmente per la prima volta, da una ragazza. Passarono soltanto pochi secondi e vidi mio cugino contrarsi mentre schizzava abbondantemente sul pavimento. Dopo essersi ripreso dall'orgasmo disse quasi impaurito:
- "Scusa, io..."
evidentemente aveva visto abbastanza film porno da sapere che i "duri" non vengo dopo una manciata di secondi; allora Fabiana mollò la presa sull'ormai flaccido membro (che comunque manteneva dimensioni di tutto rispetto) e disse:
- "Non ti preoccupare, così almeno quando faremo sul serio non finisci subito; intanto ti faccio un regalo".
Così dicendo si tolse le scarpe da tennis, si mise in piedi di fronte a lui e con estrema calma si sfilò prima i jeans, poi collant e infine il perizoma, rimanendo con indosso solamente la maglia e il maglione. Prese i vestiti che si era appena tolta, li piegò e li sistemò su una sedia li vicino; in questo frangente notai il rettangolino di peli rossi che ornavano la sua passerina. Dopo aver effettuato queste faccende domestiche tornò davanti a lui e con le mani sui fianchi gli chiese:
- "Ne avevi mai vista una dal vivo?"
- "no"
rispose lui fissando l'intimità di Fabiana; non riuscivo a vedere il volto di lei, ma ero sicura che in quel momento stesse sorridendo. La ragazza non perse tempo, salì in piedi sul divano in modo da mettere la sua passerina a pochi millimetri dalla faccia di mio cugino e gli disse:
- "Leccala per bene".
La osservai mentre spingeva sempre di più il bacino verso mio cugino, il quale giaceva immobile come pietrificato. Dopo qualche minuto Fabiana abbandonò la sua posizione dicendo:
- "Non sei per niente capace, meno male che hai altre doti"
e indicò il membro di lui che era tornato il tronco di prima, si inginocchiò di fronte a lui e con qualche difficoltà glielo prese in bocca. Dalla mia posizione vedevo quella massa di capelli rossi che a fatica faceva su e giù e lui che guardava la scena a bocca aperta. Rapidamente strisciai nella mia stanza e presi il mio cellulare che giaceva sul tavolo, tornai il più in fretta possibile alla mia postazione con la paura di venire scoperta e iniziai a filmare quello che vedevo. Dopo poco Fabiana si fermò e disse:
- “Mi sto stancando la mascella, è un’impresa eccessiva, ma adesso veniamo alle cose serie”;
si mise sopra di lui e iniziò a strusciarsi la cappella sopra la passerina, finché si abbassò ulteriormente e il membro cominciò lentamente e dolorosamente ad entrarle dentro. Pian piano Fabiana riusciva a prenderne sempre di più e a muoversi sempre più velocemente, mentre mio cugino rimaneva paralizzato e io riprendevo tutto con il cellulare. Improvvisamente Fabiana si fermò e disse:
- "Non abbiamo ancora finito, adesso me lo devi mettere di dietro";
così ruotò di 180 gradi e si sedette sul membro cercando, anche questa volta, di farlo entrare delicatamente. Probabilmente mio cugino si riteneva ormai un esperto e decise di affrettare i tempi, così la affettò per i fianchi e la spinse verso il basso con violenza. Fabiana non poté trattenere un urlo di dolore e subito entrambi si paralizzarono, un po' per il dolore, un po' per la paura di avermi svegliata; dal canto mio mi nascosi perfettamente dietro il comodino.
- “Sei un idiota! Hai intenzione di spaccarmelo? Non fare più nulla o ci farai scoprire”,
mentre pronunciava queste parole, Fabiana aveva chinato la testa in avanti per osservare il palo che le era penetrato per metà di dietro e intanto controllava con le dita il bordo del buchino, poi aggiunse:
- “E dire che sono abituata a cose del genere, ma il tuo coso è veramente troppo prepotente…”.
Dopo qualche attimo la vidi cominciarsi a muovere su e giù e intanto io riprendevo la faccia di mio cugino che in estasi guardava la sua immensa dote venire inghiottita dal buchino di dietro di Fabiana. La ragazza spingeva sempre più a fondo e si toccava freneticamente il clitoride mentre ad occhi chiusi ansimava piano; ormai riusciva a prenderlo praticamente tutto. Ad un certo punto vidi una smorfia sul viso di mio cugino e Fabiana disse:
- "Si, vieni pure dentro di me, vengo anch'io"
e così vennero insieme mentre io riprendevo tutto sul cellulare. Finito l'orgasmo Fabiana si alzò e lasciò che lo sperma di mio cugino le colasse giù lungo tutta la gamba sinistra; si diede una sommaria ripulita, si rivesti e uscì di casa senza dire una parola. Io tornai subito in camera mia e dopo 10 minuti feci finta di svegliarmi; trovai mio cugino che, in pigiama, cercava di togliere delle macchie dal divano; mi disse che gli era caduta l'aranciata.
Io incurante filai in bagno con il cellulare tra le mani e venni tre volte riguardando i filmini della mattina.
Cristina
per commenti non esitate a scrivermi a cristina_tiracconta@yahoo.it

