FEDERICA J - Il Mio Primo Tradimento

Ciao a tutti, sono Federica ho 33 anni e vorrei raccontarvi la prima volta che ho tradito. Sto con il mio fidanzato da circa otto anni e gli sono sempre stata fedele, fino a tre anni fa.

 

Ci tovavamo in vacanza in un villaggio in Sardegna. Ci divertivamo, le nostre giornate passavano nel relax assoluto, mare sole e sesso, naturalmente! Dopo la prima settimana ci raggiunsero degli amici tra i quali c'era un ragazzo, che non conoscevo, cugino di Sara, una nostra cara amica.

 

Si chiamava Oscar ed era un gran figo!! Alto circa 1,80, bel fisico, moro, 30 anni. Devo dire che lo notai subito e capii che lui notò me anche se non diedi importanza alla cosa e poi con me c'era il mio fidanzato. Un paio di giorni dopo il mio fidanzato dovette tornare a Milano per una questione urgente di lavoro, si sarebbe assentato per due o tre giorni. La cosa mi infastidì, il pensiero di stare "sola" anche se per poco non mi piaceva. Lo accompagnai all'aeroporto e poi tornai al villaggio.

 

Non avevo voglia di andare in spiaggia ma incontrai Sara che mi convinse a raggiungere gli altri che si trovavano già distesi al sole. Tra di loro ovviamente c'era Oscar: ogni volta che mi giravo verso di lui lo trovavo che mi guardava. All'inizio mi imbarazzava e infastidiva sapere che quel tipo, pur bono che fosse, non mi toglieva gli occhi di dosso, ma poi la cosa cominciò a piacermi e a lusingarmi.

 

Devo dire, senza falsa modestia, che indosso molto bene il bikini: sono 1,65 castana chiara, 55 kg e ho una terza di seno, mi piaccio e mi piace curare il mio corpo. Alla fine della giornata ognuno si ritirò nel proprio bungalow con la promessa di trovarci alle dieci di quella stessa sera nella discoteca del villaggio. Dopo cena tornai in camera per prepararmi per la serata.

 

Feci una doccia, mi truccai e indossai una minigonna di jeans, molto corta, una maglietta color crema aderente che evidenziava le mie tette e lasciava scoperto l'ombelico e un paio di sandali con tacchi. Ero molto sexy. Non so perchè mi vestii in quel modo, forse gli sguardi di Oscar che mi avevano cercata tutto il giorno avevano risvegliato in me quel vezzo tipicamente femminile che è quello di provocare ed essere ammirata.

 

Dopo un'ultima occhiata allo specchio mi avviai, mancavano pochi minuti alle dieci. Dalla faccia che fecero i miei amici quando mi videro, capii che ero messa proprio bene, per non parlare della faccia che fece Oscar. Sara mi venne incontro e mi disse:

 

- "Che intenzioni hai stasera? Ti ricordo che sei fidanzata!"

 

- "Ma no, sciocca" dissi io, "lo sai che mi piace essere elegante,"

 

- "Elegante..??" disse Sara, "Sei da guerra!! Avrai molti occhi addosso stasera e non solo quelli di Oscar."

 

La bloccai per un braccio:

 

- "Te ne sei accorta anche tu?"

 

- "E' mio cugino" rispose Sara, "lo conosco bene quel mandrillo e se non fossimo parenti mi farei scopare da lui!"

 

Rimasi di stucco dalle parole di Sara. Certo Oscar era proprio figo ma cercavo di non dargli corda, e poi presto sarebbe tornato il mio lui.

La serata prosegui allegra e spensierata, eravamo tutti su di giri. Oscar, ovviamente, non perse occasione per lanciarmi sguardi. Decisi di andare al bar a prendere qualcosa da bere: mentre aspettavo il mio drink mi ritrovai Oscar accanto e dopo aver ordinato un cuba libre mi disse:

 

- "Sei molto carina, sai?"

 

- "Grazie", risposi, "ma ti vorrei ricordare che sono fidanzata.

 

- "Anch'io", disse lui con molta disinvoltura.

 

- "E dov'è lei?" chiesi

 

- "A Milano, lavora e di comune accordo io ho anticipato le vacanze. Mi raggiungerà la settimana prossima."

 

- "Ma lo sa la tua bella che mentre lei lavora tu fai gli occhi dolci alle altre e per giunta fidanzate?" dissi con aria di sfida.

 

- "Certo che no", rispose, "ma che male sto facendo? Sono giovane sto guardando una bella ragazza e magari la mia in questo momento sta guardando un altro uomo. Non siamo sposati. Questi momenti un giorno non li avremo più."

 

- "Viva la sincerità" dissi io.

 

- "Senti, ti va di fare una passeggiata?"

 

- "Ci stai provando? Qui davanti a tutti? Lo sanno che sono fidanzata e presto tornerà."

 

- "Qui la gente viene per divertirsi e riposare, che gliene frega di quello che facciamo noi. Dai ci vieni a fare una passeggiata? Farò il bravo."

 

Non so come e perchè cedetti al suo invito, sarà stata la sua sfacciataggine, il clima della serata o forse perchè tutto sommato ero attratta da lui. Fatto sta che cinque minuti dopo eravamo a passeggiare sulla spiaggia.

Per una buona mezzora conversammo di molte cose, come fossimo vecchi amici, senza malizia. Ad un certo punto cambiò espressione e disse:

 

- "Mi piaci Federica"

 

Temevo questo momento.

 

- "E' meglio tornare dagli altri." Dissi imbarazzata.

 

- "Perchè? Non stai bene qui con me?"

 

- "Oscar" dissi, "sei un bel ragazzo ma io sono fidanzata..non me la sento di..."

 

non finii la frase.

 

- "Non te la senti cosa?" disse lui, "non te la senti di fare questo?"

 

e così dicendo si avvicinò e mi baciò sulla bocca. Rimasi stupita di me stessa quando mi accorsi che mi piaceva e che non stavo facendo niente per bloccarlo. Rimasi immobile mentre lui appoggiava le sue mani sui miei fianchi.

 

Un brivido mi attraversò tutta. La sua lingua si insinuò nella mia bocca e piano piano la mia lingua si risvegliò. Eravamo in un punto in cui dal villaggio non ci potevano vedere. Oscar si fece più audace e mi palpò le tette che rispondevano con i capezzoli duri a tal punto che mi facevano male. Sentivo le sue mani dappertutto.

 

Mi lasciai andare e anche le mie mani presero ad esplorare il suo corpo. Lui infilò una mano sotto la gonna e mi accarezzò la figa, mi sentivo in estasi. Allungai la mano sulla patta dei suoi pantaloni e potei sentire la sua erezione. Dal gonfiore pensai che avesse un membro di tutto rispetto. Oscar si slacciò la cintura e fece uscire il suo coso: era un meraviglioso cazzo di circa 20cm, più grosso di quello del mio fidanzato.

 

Lo presi in mano, era duro come il marmo. Lui mi guardava con dolcezza e nello stesso tempo con voglia. Pensai tra me: fanculo la fedeltà, ho voglia di vivere la mia giovinezza. E così mi ingnocchiai e presi in bocca quel magnifico arnese. Lo sentivo gemere mentre succhiavo il suo bel cazzo. Era il primo di quelle dimensioni che prendevo.

 

Era buono. Non pensavo più a niente nemmeno a tutte le mie remore e all'essere una brava e fedele compagna. Stavo facendo sesso con un bono che aveva uno stupendo cazzo. Dopo un quarto d'ora di succhiate mi disse:

 

- "Alzati, voglio scoparti."

 

Lo volevo anch'io. Mi sfilò il perizoma da sotto la minigonna e mi appoggiai ad una parete di roccia dandogli la schiena, con il culo sporgente in fuori. Mi penetrò dolcemente. Sentivo i suo colpi che aumentavano sempre di più. Godevo come non avevo mai goduto. Ad un certo punto lo estrasse e sentii che premeva contro il buchino più stretto. Lo lasciai fare, non era la prima volta che lo prendevo nel culo e mi piaceva.

 

Anche qui fu molto dolce. Quando fu tutto dentro potevo sentire tutti i suoi 20cm di carne che penetravano nel mio intestino. Ero piena di lui, il suo cazzo mi stantuffava il culo mentre la sua mano destra mi sditalinava. Venni poco dopo con il culo mentre lui mi riempiva del suo seme caldo, fu meraviglioso.

 

Quando lo estrasse gli feci un altro pompino e lo feci venire di nuovo, questa volta sulla mia faccia.

 

Quando ci fummo ripresi dall'estasi del godimento ci demmo una sistemata, io mi pulii la faccia con l'acqua del mare e tornammo in discoteca dove gli amici si stavano domandando che fine avessimo fatto e qualcuno stava già sospettando.

 

Il giorno dopo non mi sentivo in colpa, sentivo di amare il mio fidanzato e di volerlo accanto a me ma avevo capito che non potevo e non volevo perdere le occasioni che mi si presentavano, almeno fino a quando potevo farlo.

 

Per la cronaca, due giorni dopo tornò il mio fidanzato. Non si accorse di nulla. Io ero come sempre. Oscar smise di lumarmi e pochi giorni dopo arrivò la sua compagna, una biondona tipo Barbie.

Non lo rividi più ma lui fu la molla che scattò in me e mi permise di trasgredire tutte le volte che volevo gustarmi un uomo.

 

 

Federica

 

 

 

Era più grosso di quello del mio fidanzato. Lo presi in mano, era duro come il marmo. Lui mi guardava con dolcezza e nello stesso tempo con voglia.

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