Mi chiamo Francesca, ho 24 anni, ho sposato il mio ragazzo il 15 Agosto scorso: doveva essere il giorno più bello della mia vita, l'ho vissuto come un incubo e tutto per colpa delle mie debolezze, ed ancora non riesco ad uscirne, lo amo e non so cosa fare, non voglio perderlo ma non posso neppure continuare così.
E' solo uno sfogo, non mi aspetto niente, sono sola in casa, lui è al lavoro ed io cerco ancora risposte che non ho. Sono capitata qui solo per caso come spesso capita, ho letto qualcosa, ho aperto una pagina di Word; era bianca, se state leggendo vuol dire che ho trovato la forza di riempirla.
E' il 14 Agosto, giorno prima del mio Matrimonio, è l'addio al mio nubilato, la casa è piena di gente, parenti anche che vengono da lontano e che non vedevo da anni; non c'è posto per tutti nella casa dei miei ed alcuni alloggiano presso altri parenti o in Albergo, ma i miei due cugini che vengono da Napoli, loro si fermeranno a dormire da noi.
Mauro e Vincenzo quasi miei coetanei, Mauro ha 26 anni e Vincenzo uno in più, ci siamo sempre voluti molto bene e sono contenta che siano venuti al mio Matrimonio, abbiamo sempre avuto un rapporto di grande intimità e con Vincenzo ci fu anche una mezza storia anni addietro ormai sepolta, anche se lui non ha mai mancato di ricordarmela e lo fece anche quel giorno, mettendomi a disagio. Vincenzo è un bel ragazzo, come il fratello del resto, entrambi svegli e spigliati, ma questo non basta a spiegare cosa successe quella sera e quella notte.
Siamo andati a mangiare una pizza, eravamo in parecchi ed io ero seduta accanto a Vincenzo in fondo alla tavolata; per tutta la sera mio cugino ha giocherellato con me, innervosendomi non poco, ogni tanto allungava la mano sotto il tavolino ed io la dovevo scostare senza che lui desistesse mai, e guardandomi sempre con quel sorriso sfacciato che mi procurava un visibile disagio. Comunque in un modo o nell'altro la cena finisce e si esce dalla pizzeria.
Forse ho bevuto un po' di birra, di solito non bevo ma non ero certo ubriaca, insomma ero in me, ed anche se in questi mesi ho cercato di giustificare con me stessa l'accaduto con quel boccale di birra, adesso che scrivo cerco di essere più sincera, insomma non mi voglio prendere in giro almeno con questa storia. Finiamola Fran chiaro?
Il gruppo si disperde e restiamo in 5: io, i miei cugini, un amico di nome Walter e la sua ragazza. Si decide di fare un giro per i dintorni, la macchina è di Walter e guida lui, accanto Cinzia, dietro io ed i miei cugini; con uno stratagemma sono finita seduta in mezzo a loro. Si ride si scherza, si va in giro per un po', poi Cinzia dice che deve rientrare e si fa riaccompagnare a casa; io ed i miei cugini restiamo in macchina mentre Walter accompagna la sua ragazza in casa.
Vincenzo mi pianta addosso uno sguardo mortale ed io mi sento a disagio, enormemente a disagio. Mi parla, mi dice alcune cose, incurante della presenza di suo cugino, io farfuglio risposte insensate, le sue mani tornano a farsi audaci, le respingo più e più volte, poi mi afferra il viso e mi stampa sulla bocca un bacio pazzesco che mi lascia senza fiato.
Reagisco, cerco di respingerlo, di cacciarlo, ma la sua morsa è ferrea; sento la sua lingua che cerca di farsi largo tra le mie labbra serrate, è un momento lunghissimo che dura una eternità, è come se all'improvviso fossi scossa da un brivido, mi sento sciogliere come un gelato, le forze mi mancano, le labbra si schiudono e cedo al suo bacio. Se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentirne il sapore.
Le mie braccia non lo respingono più ma si stringono intorno al suo collo, la sua mano scende delicatamente lungo il mio corpo, passando sopra i seni senza fermarsi, arriva sulle mie gambe, tocca la gonna poco sopra il ginocchio e la solleva insinuandosi sotto; non trova resistenza anzi le mie cosce si schiudono e la lasciano passare senza problemi. In un attimo ha raggiunto le mie mutandine e, quando sento il tocco di quella mano, ho come un brivido caldo che mi scuote la schiena, mi sento bagnata, sono eccitata.
Smette di baciarmi, ci guardiamo e mi bacia di nuovo, ancora ed ancora, senza smettere di toccarmi, di eccitarmi. Ho cominciato a gemere di piacere, mi lascia andare mentre mi abbandono alle sue carezze, sono del tutto partita, la sua voce come un sussurro vicino al mio orecchio mi chiede di baciare suo fratello. Mauro era lì lo avevo completamente rimosso e lui senza dire nulla, neppure una parola né un solo gesto, aveva assistito a tutto. Vincenzo sposta il suo viso ed arriva quello di Mauro che mi bacia a sua volta, ricambio e sono finita per sempre...
E' passato qualche minuto, ora sono sempre seduta in mezzo a loro, le mie gambe sono completamente spalancate, non indosso più le mutandine, la gonna sollevata fino all'ombelico, la camicetta aperta ed il reggiseno abbassato, le loro mani mi palpeggiano in mezzo alle cosce arrivando fino al mi sesso, penetrandolo con le dita e facendomi gemere per il piacere e con la bocca mi succhiano i seni, Vincenzo a sinistra e Mauro a destra. I miei cugini hanno slacciato i pantaloni e tirato fuori i loro sessi, poi mi hanno preso le mani e me li hanno fatti stringere, e già da qualche minuto li sto masturbando in preda ad una frenesia incontrollabile.
Walter è tornato ma non me ne importa, non capisco più niente, ricordo frasi sconnesse di quei momenti, Walter che si complimentava per il successo e si chiedeva se c'era posto anche per lui, Vincenzo che gli rispondeva che c'era tutto il posto che voleva e Walter che ridendo diceva di non voler fare un torto a suo fratello e quindi lo andava a chiamare, io in preda ad una esaltazione che oggi mi appare incomprensibile, e che mi fa anche orrore, gli dissi di andarlo a chiamare. Quello che accadde nei minuti successivi lo posso solo immaginare.
Mentre Walter scendeva Vincenzo mi afferrò per la testa e la spinse verso il suo sesso, io aprii la bocca e lo accolsi dentro, ero eccitatissima esaltata da quello che succedeva, sentii dei rumori, parole indistinte, la macchina che si avviava e che ripartiva, non mi interessava nulla solo quel sesso da succhiare avidamente, come se fosse la cosa più importante della mia vita, non smisi mai fino a che arrivammo in un posto isolato.
Durante il viaggio Vincenzo non aveva fatto altro che dirmi che ero migliorata da quando eravamo stati insieme, che sarebbe stato un peccato che e mie grazie fossero rimaste una esclusiva del mio futuro marito, ed io facevo di sì, accondiscendevo come se non fossi più io, magari fosse stato così. Fermarono la macchina ed aprirono gli sportelli posteriori, io ero ancora chinata sul sesso di Vincenzo, mi distesero sul sedile posteriore e Mauro mi allargò le cosce, un attimo e fu dentro di me, risposi con un sì lunghissimo.
Intanto Vincenzo me lo aveva messo in bocca di nuovo ma durò poco, mi fecero scendere, avevano messo una coperta sull'erba e Federico fratello di Walter ci si era disteso sopra, mi fecero inginocchiare sopra di lui e mi ritrovai subito impalata dal suo sesso; cominciai a muovermi furiosamente, avevo già avuto un orgasmo ma ormai non mi bastava, ero da un'altra parte.
Mi muovevo sopra Federico con il busto eretto, mentre con la bocca facevo il sesso di Walter e con le mani quello dei miei cugini. Neppure nel peggiore dei miei incubi avrei potuto immaginare di trovarmi in una simile situazione, eppure era vero e mi piaceva! Cavalcavo Federico furiosamente ed il sesso di Walter sembrava volessi mangiarlo, Walter venne ed ingoiai tutto, poi fu il turno di Vincenzo, sempre nella mia bocca e sempre con ingoio.
Federico mi fece distendere sulla coperta e continuò a farmi mentre Mauro mi prese la testa e, dopo averla girata di lato, mi spinse in bocca il suo sesso, avevo orgasmi a ripetizione, ma il meglio (o il peggio se preferite) doveva ancora accadere; Vincenzo si era ripreso, si distese accanto a me con il suo membro in erezione e chiese che io fossi messa sopra di lui, perchè voleva farmi dietro; la mia opposizione fu debolissima, insignificante ero troppo infoiata per capire qualcosa.
Mi fecero sedere sopra di lui, voltavo la schiena al suo viso, sentii il suo sesso farsi strada dietro lentamente, un dolore terribile, era la prima volta per me ma non si fermarono, e neppure io... Quando fu tutto dentro mi fecero distendere sopra Vincenzo e poggiare con le braccia tese in terra, Vincenzo mi sosteneva il busto, Mauro si mise in mezzo alle mie gambe e infilò il suo sesso nel mio; Walter e Federico si misero ai lati della mia bocca e cominciarono in alternanza a spingervi dentro i loro membri, fu una cosa lunghissima, eterna.
Vincenzo mi venne dietro, senza tirarlo fuori, per lui era il secondo orgasmo e si fermò, gli altri continuarono a lungo in tripla penetrazione. Tutti vollero sverginarmi il di dietro e tutti lo fecero. Alla fine ero distrutta, con il corpo appiccicoso perchè avevano voluto venirmi addosso, ed ora ero piena del loro sperma; ero appagata ma soprattutto finalmente consapevole dell'accaduto e sconvolta.
Un silenzio assordante cadde su di noi in una atmosfera allucinante. Mi riportarono a casa, non una parola fu detta durante il tragitto, io ed i miei cugini entrammo in casa senza parlare, mi chiusi in bagno e ci restai un paio d'ore nella vasca, piena di acqua e di lacrime versate sulla mia stupida depravazione.
Ora sono qui dopo mesi. Il giorno dopo ho sposato l'uomo che amo, con l'animo devastato ed i complessi di colpa che mi divoravano e mi divorano tuttora. Non oso confessare, non credo capirebbe, come potrebbe? Non posso e non voglio lasciarlo, lo amo e non potrei vivere senza di lui. I miei cugini non li ho più rivisti, Vincenzo mi ha scritto una e-mail in cui mi assicura il suo perenne silenzio, suo e di suo fratello, mi chiede anche perdono per quella notte, ma io so la verità la colpa fu tutta mia ed ora ne porto il peso.
Sognavo una vita serena accanto all'uomo che amavo ed amo, ed invece vivo all'Inferno, con l'animo devastato, i rimorsi che mi angosciano e propositi orribili che, di quando in quando, si affacciano nella mia mente.
Fran
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