CLAUDIA - In Piscina

Mi chiamo Claudia ed ho 32 anni, da 4 sono sposata con Domenico che di anni ne ha 36. non abbiamo figli, per ora, e lavoriamo entrambi: lui ha un’impresa di costruzioni ed io insegno matematica in una scuola media.

 

Mi piace molto insegnare, sia perché partecipare alla formazione di ragazzi di 11-14 anni è molto interessante sia perché è una professione che lascia molto tempo libero che cerco di dedicare soprattutto a me stessa, visto che mio marito è perennemente impegnato con il suo lavoro.

 

Ciò che più mi piace fare è dedicarmi alla cura del mio corpo, frequento centri estetici, parrucchieri d’avanguardia, palestre e piscine, tutto per mantenermi in forma e ritardare il più possibile l’inevitabile decadimento fisico.

 

A tal proposito devo dire che mi ritengo una bella donna, sono alta 1,70, capelli neri corti, occhi scuri, carnagione olivastra, un seno non troppo abbondante, una seconda, ma sodo ed un sederino che è forse il mio punto di forza, almeno a giudizio del pubblico maschile……

 

Di tutti i miei hobby il nuoto è certamente quello che preferisco, ho fatto anche quello agonistico quando ero alle superiori e questo ha certamente contribuito a modellare il mio fisico, ma ora lo pratico soprattutto perché, oltre a tenermi in forma, mi aiuta a rilassarmi.

 

Generalmente vado in piscina 2 volte a settimana, preferisco la mattina quando non c’è quasi nessuno, e nuoto liberamente per un’oretta.

Lo scorso martedì, come faccio già da tempo approfittando del mio giorno libero, sono andata alla solita piscina, ho indossato il mio costume intero nero, la cuffia e gli occhialetti e con un bel tuffo sono entrata in acqua; l’acqua al mattino non è ancora calda, ma a me piace perché mi sveglia in profondità e sa di pulito.

 

Nella corsia accanto alla mia nuotavano 2 ragazzi, Giuseppe e Pierluigi, che incontravo spesso in piscina, sono 2 matricole universitarie, 2 bei ragazzi, con cui ogni tanto scambio 4 chiacchiere nelle brevi pause che mi prendo nuotando.

 

Anche loro si erano accorti di me ed alla prima occasione in cui mi hanno vista ferma avvicinarono per salutarmi; devo dire che come sempre Pierluigi fu ad iniziare la conversazione, essendo decisamente il più estroverso dei due.

 

Quel martedì erano decisamente più loquaci del solito, Pierluigi soprattutto, e chi altrimenti, infilò nei discorsi anche dei complimenti rivolti al mio fisico più espliciti del solito.

 

Comunque era giunta l’ora di uscire così li salutai ed uscii dall’acqua.

Dopo la doccia mi sentivo veramente bene, mi asciugai per bene, aggiustai i capelli che per fortuna sono corti e non richiedono tempi d’asciugatura molto lunghi, feci cadere l’accappatoio sulla panca rimanendo nuda, infilai gli slip, poi il reggiseno, le calze autoreggenti e le scarpe, la gonna, la camicetta e la giacca: ora ero pronta per uscire, mi aspettava una mattinata di shopping!

 

Varcata la soglia dello spogliatoio trovai già pronti e vestiti Giuseppe e Pierluigi che mi accolsero al grido:

 

– Ce ne hai messo di tempo! –

 

a cui risposi:

 

– Non credevo di essere attesa.

 

I due ragazzi mi spiegarono di avermi attesa per chiedermi un passaggio in macchina, dicendo di abitare proprio vicino al centro commerciale dove avevo detto di voler andare a fare compere.

Non ero molto convinta della loro spiegazione ma accettai lo stesso di dar loro un passaggio.

 

Poco dopo aver intrapreso la marcia i due confabularono qualcosa tra loro sottovoce, quindi Pierluigi, che sedeva accanto a me mi disse:

 

- Claudia, tu sei molto bella e come avrai capito a noi piaci molto e vorremmo ……….. –

 

Non riusciva a finire la frase, così guardai Giuseppe dallo specchietto retrovisore, ma lui incrociando il mio sguardo abbassò il suo e non disse nulla, allora fui io a parlare:

 

- Visto che è qui vicino, perché non mi invitate a casa vostra a bere qualcosa? –

 

I due accettarono e ci dirigemmo al loro appartamento.

Appena arrivati prendemmo subito qualcosa da bere e quindi mi fecero visitare la casa in un piccolo giro turistico che terminò in camera di Giuseppe, arrivata nella quale io mi sedetti sul letto.

 

Pierluigi si sedette come me ai piedi del letto, anche se non molto vicino a me, Giuseppe invece rimase in piedi ad un paio di metri di distanza.

Pierluigi si avvicinò pian piano a me, la sua mano e la mia si sfiorarono inducendo i nostri sguardi ad incrociarsi, le bocche si avvicinarono, si schiusero lentamente lasciando che le lingue si scambiassero tenere effusioni. Allontanando le labbra da quelle di Pierluigi rivolsi lo sguardo verso Giuseppe e gli feci cenno di avvicinarsi e di sedere anche lui accanto a me.

 

Ora ero seduta tra questi 2 ragazzoni che morivano dalla voglia di far l’amore con me, baciai Giuseppe come avevo fatto con Pierluigi, iniziando a massaggiare i loro sessi da sopra i pantaloni; li liberai presto per vederli risplendere nella loro erezione, li massaggiavo e masturbavo entrambi, guardando negli occhi ora l’uno ora l’altro, baciando ora l’uno ora l’altro.

 

Mi alzai di scatto, ero in piedi davanti a quei 2 giovani maschi eccitati, mi tolsi la giacca, la gonna la camicetta, il reggiseno e gli slip, tutto molto lentamente per farmi ammirare, rimasi con le autoreggenti e le scarpe.

 

Mi avvicinai a Giuseppe, lo baciai sulla bocca, tirai via i suoi pantaloni, gli slip e tutto ciò che indossava, quindi montai su di lui guardandolo sempre negli occhi, presi il suo cazzo duro con la mano, lo puntai sulla mia fica pronta ad inghiottirlo e lo feci entrare dentro con un solo deciso colpo per sentirlo in tutta la sua eccitazione.

 

Devo dire che il timido Giuseppe aveva un cazzo veramente imponente, averlo dentro mi dava una grande sensazione.

Baciai di nuovo Giuseppe e poi rivolsi lo sguardo verso l’altro nostro compagno di giochi, che capì subito cosa la mia occhiata volesse significare e si spostò alle mie spalle.

 

Mi sdraiai su Giuseppe e sentii Pierluigi forzare il mio culetto prima con un dito e poi con due finchè capì che era giunto il momento di rompere gli indugi e mi puntò il suo cazzo; io rimasi ferma in attesa del suo sesso che in un secondo riempì il mio culo della sua carne: ora li avevo tutti e due dentro.

 

Iniziai una danza frenetica, accecata dal piacere e dal dolore, più mi muovevo più sentivo quei due cazzi dentro di me più sentivo dolore e maggiore era il godimento.

 

Venni inondando Giuseppe dei mie umori e abbandonandomi a peso morto sul suo corpo, quindi fu lui a riversarmi il suo seme nel ventre e subito dopo fu Pierluigi a saziare definitivamente il mio corpo dell’aspro nettare maschile.

 

 

Claudia

 

 

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mi tolsi la giacca, la gonna la camicetta, il reggiseno e gli slip, rimasi con le autoreggenti e le scarpe.

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