Care amiche,
vi racconto come qualche sera fa ho riacceso, dopo un certo periodo di "stanca", le voglie di mio marito. La nostra intesa sessuale è sempre stata oltremodo piacevole e i giochi sempre nuovi, ma da diversi mesi era calata l'allegria ed io ero un po' preoccupata e stupita del suo disinteressamento alle le mie curve..
Certo, dopo anni di convivenza questo è possibile e forse normale ma a me non andava, e così, una sera al ristorante, ho deciso di ravvivare il nostro rapporto con una serata diversa! (Siamo sempre noi a prendere l'iniziativa o sbaglio ?).
Mi ero vestita con il mio vestitino corto nero un po' scollato, un giro di perle al collo e naturalmente tacchi a spillo con una intrigante collanina alla caviglia. Francesco portava il suo completo grigio indossato sempre con eleganza, mi piaceva molto ma quella sera forse avrei preferito un abbigliamento più casual.
Dopo l'antipasto e qualche bicchiere di buon vino bianco, mi sono scusata con Francesco dicendo che dovevo andare alla toilette.
Appena entrata mi sono guardata allo specchio e sono arrossita al pensiero del programmino che mi ero fatta , ma con decisione mi sono tolta le mutandine riponendole nella borsetta. Ho atteso qualche minuto prima di uscire, un pò per incuriosire mio marito, ma anche per prendere il coraggio necessario ad entrare in sala con la passera , anche se ben coperta dal vestito, al vento!
Mi sono seduta, sentivo la sedia fresca sotto di me e le gambe tremare un po'. Inizaiai a mangiare e a chiacchierare come nulla fosse ma l'agitazione, ormai diventata eccitazione, mi faceva bagnare tutta e aumentare la sensibilità dei capezzoli, li sentivo premere nel reggiseno.
Poco dopo aver mangiato degli ottimi frutti di mare, Francesco mi chiese se andava tutto bene poiché mi vedeva agitata…, a quel punto ho preso la borsetta, con due dita ho fatto uscire un pezzettino del perizoma e, porgendogliela, gli ho detto: guarda bene nella borsetta e dimmi se ci trovi qualche cosa che hai già visto …!
La pressione sanguigna di Francesco deve essergli andata alle stelle perché ora era lui arrossato in viso e "agitato", con una mano si è allentato il nodo della cravatta mentre con i piedi cercava un contatto sotto il tavolo, senza parole. Istintivamente ho preso il suo bicchiere di vino e ne feci un sorso guardandolo intensamente negli occhi, la sua mano mi strinse forte il polso dell'altra mano mentre con i piedi mi stringeva una caviglia e i pensieri più erotici mi sono passati nella mente. Avrei voluto fossimo soli al ristorante e scendere sotto il tavolo, toccarlo con le mani fino a farglielo diventare duro, aprirgli i pantaloni e prenderlo in bocca mentre le sue mani mi tengono i capelli e mi accompagnano il movimento della testa. Mi immaginavo di spompinarlo a lungo, leccandogli l'asta, sentendo la mia salivai bagnarmi le mani.. Accarezzargli il petto sotto la camicia mentre lo tengo in bocca per poi riprendere il cazzo con le mani e poi ancora in bocca fino a farlo venire; risedermi e, con la bocca e il mento ancora umido del suo sperma, guardandolo negli occhi, bermi tutto il vino rimasto nel bicchiere, come dopo aver mangiato un buon boccone!
Ma non eravamo certo in un Club Privè e chiesi a Francesco di mangiare in fretta perché volevo andare a casa, ero eccitatissima e lui, a giudicare dai suoi movimenti di "aggiustamento" ancor più di me. Non volle invece andare subito a casa e mi porto al Pub a bere ancora una birra, mi disse che gli piaceva troppo l'idea di avermi accanto a lui eccitatissima e nuda sotto il vestito, mi avrebbe fatto togliere anche il reggiseno ma questo era troppo. Al Pub, come in macchina, ci toccavamo, ci strusciavamo, mi infilava le mani sotto la gonna del vestito sentendo quanto ero bagnata e si accarezzava poi le labbra con le dita umide di me. I suoi pantaloni erano gonfi di voglia! Anche lì al Pub avrei voluto fare all'amore, essere sbattuta sul tavolo, essere presa con vigore; sentire che con una mano mi ferma le mie dietro la schiena e che con l'altra mi avvolge il collo, sbattendomi forte con il vestito aperto per farmi uscire i seni!
Andammo a casa, mentre salivamo le scale, a ogni pianerottolo ci avvinghiavamo, poi io scappavo per farmi riprendere al pianerottolo successivo, al buio. La sua lingua cercava la mia, le sue mani sotto la gonna, il reggiseno aperto ed i seni palpati a suo e mio piacimento. Il suo cazzo duro sotto i pantaloni mi premeva da dietro il vestito tra i glutei.
In casa Francesco, togliendosi la cravatta e sbottonandosi la camicia quasi strappandola, mi fece sedere sullo schienale del divano in centro stanza. Mi abbassò con due mani il vestito facendomi uscire di colpo i seni; i capezzoli mi diventarono duri e mi baciò, mi leccò e me li morse leggermente. Arretrando di poco si è aperto i pantaloni e finalmente sentì il suo palo entrarmi dentro, scivolando nella mia vagina bagnatissima, mi sbatteva come volevo al Pub! Mi mangiava con gli occhi, mi teneva stretta e poi mi allontanava, tenendomi il culo con le mani, palpandomi e baciandomi. Venni poco dopo con una vampata di calore in tutto il corpo, urlai dal piacere ma lui non venne con me. Mi girò e mi fece piegare sullo schienale del divano mettendomi il culo in alto, con la lingua mi riempi di saliva il buchino, mi ci appoggiò la cappella. Tenendomi ferma per i fianchi iniziò a spingermelo dentro, allargandomi, piano ma senza fermarsi, uuuoo, lo volevo tutto dentro di me, spinse ancora e venni soddisfatta e cominciò a scoparmi.
Il piacere si sostituì presto al dolore iniziale e mi sentivo una porca, mi piaceva esserlo. Ora mi sbatteva anche dietro, le sue mani sul fondo schiena mi tenevano il corpo che sussultava ad ogni colpo. Gli dissi di sbattermi, di farmelo sentire tutto, ora mi teneva per i capelli, ero in estasi: il suo cazzo entrava e rientrava in me, i miei seni stretti tra le sue mani, nuovamente una mano tra i capelli, ora un dito in bocca e poi sulla passera a stimolarmi, ora ad allargarmi meglio con le mani per infilarmi ogni millimetro di cazzo, non capivo più nulla, ero al massimo dell'eccitazione e mentre venivo, quasi urlando, non riuscii a trattenermi dal dire: daiii, daiiii, ancora, sono la tua troia, scopami anche nel culo! Appena pronunciate quelle parole sentii il cazzo di Francesco ingrossarsi ancor di più, e dopo qualche colpo ancora venne insieme a me, riempiendomi, riuscii a sentire il suo sperma caldo entrarmi fino in pancia, ero un lago, un lago di caldo piacere!
Crollammo estasiati sul divano baciandoci ancora e, abbracciandoci, ci siamo addormentati.
Oggi Francesco è tornato quello di prima, a cercare con gli occhi le mie curve come sempre, se poi gli ricordo la serata delle mutandine… potete immaginare come finisce!!!
Provare per credere!
Baci
Nadia
Per commenti mi trovate qui: verdeverde2@hotmail.com

